Lorenzo Iuliitti: “La musica può essere isola” | Intervista

PH: Ufficio Stampa

Lorenzo Iuliitti: “La musica può essere isola” | Intervista

Hvar è un isola della Croazia, meta turistica forse non ancora troppo conosciuta, però è diventata una canzone scritta da Lorenzo Iuliitti, dedicata non solo alla bellezza di un paesaggio ma anche ad una sensazione di pace interiore.

Le vacanze possono essere un modo per evadere da se stessi e rallentare, qui diventando spunto per raccontare un nuovo modo di vivere la vita e di viaggiare dentro le infinite possibilità della musica dove melodia e parole si uniscono per creare nuove storie.

L’arte è tante cose e può nascere da un ricordo, da una sensazione o dal pensiero che esistono mondi che non conosciamo ancora, finché non siamo destinati a esplorarli.

INTERVISTANDO  LORENZO IULIITTI

Che viaggio è la musica?

Domanda da mille punti che probabilmente non ha una risposta univoca. 

Penso che ognuno la viva a modo suo, dal concertista, allo strumentista, al compositore, fino all’autore di musica leggera. Nel mio caso sicuramente è un viaggio lento, a tratti incosciente, ma è anche un arco cangiante dove convivono insieme molte sfaccettature. C’è la possibilità di fare spazio, di rimettere ordine e a volte quindi anche di mettere un punto rispetto alle cose che accadono e che ci circondano. 

C’è un modo personale di dare forma e vita a un mondo interiore, a quello che vivi e che senti dentro. Uno strumento per elaborare le emozioni e che in alcuni casi può diventare arte. C’è la componente ludica imprescindibile dal mio punto di vista.

C’è poi la parte più seriosa e formale, quella che riguarda il lavoro in studio vero e proprio, quando cerchi di trovare il vestito più adatto alla tua forma canzone; fino ad arrivare agli incontri, lo scambio con gli altri, le esperienze, e ultimo ma non meno importante anche l’aspetto che vivi in silenzio nel tuo intimo, da ascoltatore.

Per alcuni un modo quasi consolatorio di vivere la musica, per altri mero svago, ma non per questo meno dignitoso. Non ho una risposta precisa, ma sicuramente è un viaggio significativo, che vale la pena vivere. I modi per farlo sono molti.

Come mai ti sei affezionato all’isola di Hvar dedicandole una canzone?

Il motivo cardine non è facile da ghermire neppure per me. Riguarda le cose che stai attraversando in un dato momento, le necessità di cui senti di avere bisogno o quelle che scopri strada facendo.

Hvar ho avuto modo di conoscerla attraverso un viaggio. Mi sono piaciuti subito i suoi paesaggi, i suoi colori, l’aria serena e spensierata di quei giorni che potevi respirare ovunque e contemporaneamente la possibilità di avere tempi morti, che per la modalità del viaggio era qualcosa che potevo permettermi. Mi rendo conto che è una sensazione che cerco spesso, questa sorta di freno a mano tirato rispetto ai ritmi sconsiderati con i quali stiamo vivendo.

Quei giorni mi hanno restituito un’immagine solida e reale di tutto questo riconoscibile tra i contorni dell’isola. Di tutto quello che aiuta a respirare, ad andare avanti, a rallentare e in parte anche a dimenticare. Queste cose evidentemente hanno sedimentato e alla fine hanno raggiunto la superficie attraverso questa canzone.

Il mattino è un buon momento per rilassarsi su una spiaggia e pensare a?

Il mattino può essere un buon momento per concentrare i pensieri. Però anche qui dipende, può aiutare ma può anche non servire. Di cosa hai bisogno? Nel mio caso specifico se ne avessi l’opportunità forse ne approfitterei per distrarmi, staccare e leggere qualcosa. È da un po’ che vorrei iniziare Uomini e topi di Steinbeck.

Hai mai provato la sensazione di isolarti dagli altri, perché non ti sentivi capito?

Più che una sensazione a volte ne ho sentito la necessità. Dipende dai caratteri. A meno che non vivi da eremita o in un qualche empireo, è normale che puoi avere a che fare con dei discorsi e delle situazioni con le quali ti confronti giornalmente e che possono essere banali, leggere e addirittura scadenti in alcuni casi, oppure al contrario anche troppo pesanti. Da tutto questo si, a prescindere dalle situazioni, dopo un po’ sento la necessità di isolarmi. Non credo sia qualcosa di così singolare. Forse anche perché sono una persona a cui serve tempo per elaborare quello che riceve da una discussione o dalle situazioni che vive.

Passare del tempo con me stesso, senza esagerare è anche un bisogno.

PH: Ufficio Stampa

Con quale cantautore faresti una vacanza estiva e perché?

Probabilmente se dovessi scegliere non la farei con nessun cantautore. Non conosco nessuno così bene da poterci fare una vacanza insieme. Se però fossi costretto direi un nome tra Maria Antonietta, Vasco Brondi o Francesco de Gregori. Qualcuno da cui imparare sicuramente moltissimo.

Nel non sapere dove andare si può respirare libertà?

Si, entro certi limiti e se questo non sapere dove andare corrisponde a una ricerca. Altrimenti stai girando in tondo come nella ruota del criceto e a mio parere non puoi respirarla. Trovare una strada non è qualcosa da condannare e può essere parte di un percorso più ampio.

Fare quello che ci pare non significa per forza essere liberi. La libertà è anche seguire una strada che può essere una strada tua personale e che quindi magari ancora nemmeno esiste e in questo caso devi imparare a costruire da zero a tua forma e piacimento. Nell’arte non so se esiste un modo migliore per sentirsi libero.

L’arte quindi è la capacità di creare nuovi punti di vista?

L’arte è tante cose. Può darti uno spunto, ma per me è soprattutto qualcosa che deve avere a che fare con le tue corde più profonde e farle vibrare, e crearti un’emozione. Un nuovo punto di vista può diventare una conseguenza ma non per forza. Queste conseguenze sono qualcosa che dovrebbero avere a che fare con un tipo di ricerca diversa, e comunque non sono il mio obiettivo o il motivo per cui mi approccio all’arte. L’importante è emozionare, diceva un fonico che conosco e prima ancora emozionarsi aggiungerei io.

Che film proietta il tuo Cinema Errante?

Cinema errante è la cronaca di una storia. Posso dirti che il titolo prende spunto dal film “il castello errante di howl”, il resto è tutto scritto nella canzone, non saprei cos’altro aggiungere.