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sigarettewest: “Il futuro bisogna sfidarlo” | Indie Talks

Sfacciato, orgoglioso e pronto a sfidare le incertezze della vita, senza paura di provarne l’essenza, commettere errori o ritrovarsi, tra qualche anno con qualche rimpianto perché in certi casi l’istinto deve rispondere alla ragione.

L’impeto di sigarettewest nasce dai desideri della gioventù, chissà se a torto o ragione, e si esalta nell’album “Dio ti protegga”, un salto nel vuoto coraggioso per un artista nascondere pezzi di se all’interno delle canzoni. Qui si percepisce che è una necessità, un gesto viscerale che conserva la genuinità di chi agisce e poi pensa alle conseguenze, in fondo questa c’est la fucking vie!

La canzone non è un qualcosa di posticcio, da ascoltare in sottofondo ma un atto tangibile che si fa persino carne e diventa verità condivisa, nata dall’esperienza, dal dolore e dalla percezione della realtà in diverse forme.

sigarettewest X INDIE TALKS

Ti fa paura avere torto?

No. Piuttosto avere ragione.

Quando ti sei fidato del tuo coraggio, e sei stato consapevole di aver corso un grande rischio?

Sempre. Chi rischia vince.

La musica è una sfida continua, ma con se stessi. 

PH: ufficio stampa

Scrivere canzoni è qualcosa di pericoloso?

Molto. Dipende comunque da che cosa si vuole dire e a chi si vuole parlare. Nel mio caso cerco sempre la verità. E la verità è scomoda.

La gioventù è un momento che ha il pregio o il difetto di sentirsi invincibile?

La gioventù è meravigliosa. Stai vivendo negli anni più belli della tua vita e manco te ne accorgi.

Anni dopo il pensiero ritorna e se sei fortunato ti scappa il sorriso. Se non te la sei goduta sono problemi che ti arrivano dopo.

Ci sono sentimenti che non lasciano via d’uscita?

La malinconia. È bastarda. Puoi viverci dentro e non andare più avanti. 

PH: ufficio stampa

Ogni tanto si può aver bisogno di venire abbracciati dalla nostalgia, anche se ci stringe?

Si. Quello che viviamo è fondamentale per chi siamo. Dobbiamo ricordarlo sempre. Anche se ci fa paura. Non di può tornare indietro. 

Il perdono può essere atto di fede?

È un atto di fede. Il perdono che ci da speranza. Nel futuro e in quello che ancora deve arrivare.

Cosa può proteggere dal futuro?

Niente. Bisogna accoglierlo. Neanche prepararsi. È tutto imprevedibile. Bisogna camminare con le scarpe che si hanno ai piedi. 

Andare avanti e non sapere quello lo che ci capiterà. Una sensazione imparagonabile.

 

Nicolò Granone

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