PH: _Aurora Fea x Artico Festival 2026_
Una delle prime tappe del tour di Nico Arezzo è stato ad Artico, i primi di giugno con la temperatura ancora gestibile e il caldo sopportabile, ma questo giro dell’Italia si chiama Minchia che tour caldo, dove porterà in giro le sue canzoni e l’ultimo disco “Non c’è fretta”
Dalla gavetta, l’inizio stando a lavorare dietro al palco e ora sopra a godersi in pieno lo spettacolo, racconta la storia di uno di quegli artisti che senza esagerare si sta ritagliando il suo spazio nella musica, senza bruciarsi davanti all’ingordigia di fama e successo.
In questa estate torrida la musica può rinfrescare i pensieri, dando valore al tempo e alle sue attese. Ascoltare con calma, per cogliere le sfumature di queste canzoni che si manifestano senza paura.
Settembre. Quando ricomincia tutto e ci convinciamo che bisogna già recuperare tempo. Lo cerchiamo ovunque e lo troviamo sotto l’albero.
Recentemente sono stato a Taiwan e ho sfiorato le sue storie, i suoi culti, le sue fedi. Dicono che se non hai una risposta devi provare a fare la domanda il giorno dopo. Credo che un tempo per tutto esista, e quando sembra che qualcosa non si riesca ad incastrare dovremmo portarla a letto, riprovarci con calma il giorno dopo.
Mangiare insieme a tavola, aspettarsi anche se si mangiano cose diverse. La domenica a pranzo. Passare a salutare senza avvisare prima. Passeggiare.
Credo di sì. Ci sono felicità che da soli non riusciremmo nemmeno a riconoscere. A volte basta qualcuno accanto che ti dica: “Guarda che questo è bello”. Forse la felicità non aumenta, ma cambia forma. E diventa più difficile dimenticarla.
Non credo li rallenti, per quanto mi riguarda li ordina. Spesso dimentico, esco cammino e appaiono.
È molto più difficile stare fermi. E “andare” diventa, a volte, fuggire.
Se insegui il successo ti ammali. È una fame che non potrà mai essere saziata. Sono sempre stato affascinato da altre forme di ossessione: scrivere e sentire un vuoto subito dopo, suonare e improvvisamente non avere più nessuna voglia di farlo, restare in equilibrio tra il fare uno dei lavori più belli, complessi e totalizzanti e l’idea di partire, lasciare che tutto diventi un bellissimo ricordo. Rispetto al cercare approvazione dall’esterno per poi autocompiacermi, preferisco di gran lunga convivere con le mie ossessioni.
Mi fanno molto più paura queste domande.
Mina e Celentano, la Vanoni, Tatum Rush fanno fresco. Per il resto a mare bisogna andare.
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