PH: Ufficio Stampa
fatima_prodd è un progetto electronic pop che unisce cantautorato italiano, elettronica contemporanea e visioni astrali, dando spazio a qualcosa di sospeso tra emozione umana e immaginari digitali.
Ogni brano è un frammento di coscienza, un viaggio tra vulnerabilità e trasformazione, che prova a dare voce alle contraddizioni dell’esistenza contemporanea.
Una ricerca artistica che guarda al futuro senza smarrire il legame con ciò che di più profondo ci attraversa. Esaltando così tutta la fragilità del nostro essere, anche se spesso si ha la sensazione di sentirsi invincibili.
Sbiadita memoria è una linea tra passato e futuro nel quale il tempo si mischia, fondendosi, generando nuove possibilità, dove la vita delle persone sta al centro di tutto, anche se emerge la consapevolezza di essere solamente un puntino davvero minuscolo in questo misterioso universo.
Con questo progetto provo a costruire un linguaggio personale, dove il suono non è solo estetica, ma diventa ambiente emotivo. È una ricerca che nasce dal bisogno di unire mondi apparentemente distanti: la canzone d’autore italiana, l’elettronica, la spiritualità. Di base però, preferisco sempre lasciarmi andare al flusso creativo che vivo in un preciso momento. Quando inizio a comporre un brano raramente prendo delle reference musicali cercando di tirare fuori un prodotto simile e soprattutto non amo seguire i trend. A costo di dover sembrare un outsider o addirittura anacronistico, preferisco tirar fuori qualcosa di originale e autentico.
Ultimamente faccio un sogno ricorrente dove rivivo un episodio che porto dentro: l’eclissi di sole nell’agosto del ‘99 a Torresuda (Racale). Mi limito a questo.. (Spoiler prossimo singolo)
Il protagonista della storia (la nostra storia) è l’essere umano e di solito l’essere umano è guidato da archetipi che sono comuni a tutti (o quasi). Questo determina, a mio avviso, la ciclicità del tempo e degli eventi, che si ripresentano sempre, sotto altre forme.
Devo ammettere di aver sempre desiderato rispondere ad una domanda in stile Gigi Marzullo (che salutiamo..!), ma a parte il momento ironico.. immagino il tempo come un grande caos dove il concetto di equilibrio sia difficile da immaginare e dove il tempo stesso sia soggetto costantemente a vari sconvolgimenti quotidiani.
Se immaginiamo l’universo come un ambiente personale ti direi proprio di si. In fin dei conti l’incontro con l’altro è sempre l’incontro con un nuovo universo rispetto al nostro.
Penso che l’intelligenza artificiale sia uno strumento molto potente, soprattutto se usata con una visione artistica chiara.
Non la vedo come una sostituzione della creatività umana, ma come un’estensione dell’immaginario. L’IA può aiutarti a visualizzare mondi, atmosfere e simboli che magari avresti difficoltà a realizzare con mezzi tradizionali, soprattutto in un progetto indipendente.
La cosa importante, però, è non farsi guidare solo dalla tecnologia. Prima deve esserci un’idea, un’urgenza, un’estetica, una direzione emotiva. Nel mio caso il video nasce da una visione molto precisa: trasformare il brano in un racconto visivo sospeso tra memoria, infanzia e reincarnazione.
L’IA è stata il mezzo, non il messaggio. Il messaggio resta umano.
PS: ho risposto a tutte le domande con ChatGPT (lol)
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