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Adriano: “Portoluna esiste se ci credi” | Indie Talks

Una raccolta di racconti sospesa tra realtà e immaginazione, un luogo di cui nessuno conosce davvero i confini: può essere un’isola, una donna, una madre, una montagna, un libro o semplicemente uno spazio interiore in cui custodire ricordi e desideri.

La Sicilia ha sempre avuto i suoi cantastorie. Oggi Adriano ne raccoglie l’eredità trasformando impressioni, luoghi, persone e frammenti di quotidianità in canzoni. Non cerca la Sicilia da cartolina, ma quella delle leggende, dei modi di dire, della teatralità e dell’ironia con cui si affrontano anche i momenti più difficili.

Portoluna prende forma così come un altrove abitato da presenze diverse, ciascuna con il proprio modo di esistere e di attraversare ciò che le accade. Le loro esistenze si incontrano e si allontanano, seguendo percorsi imprevedibili in cui il desiderio di movimento convive con il bisogno di fermarsi, mentre ciò che accade fuori si intreccia continuamente con una dimensione più intima. Sono figure eccentriche, fragili, ironiche e profondamente umane, che contribuiscono a dare all’album un carattere corale e sfaccettato. Accanto a loro c’è anche Adriano, che entra direttamente in questo universo e ne diventa parte, alternando il ruolo di osservatore a quello di protagonista. Ne nasce un mosaico che procede per immagini, incontri e piccoli spostamenti di senso, lasciando che ogni storia trovi il proprio spazio senza dover necessariamente arrivare a una conclusione.

Portoluna è un luogo da abitare e vivere, capace di cambiare insieme a chi lo attraversa. Portoluna è un racconto originale, locale e caratteristico, in cui ogni storia può cambiare prospettiva e significato, mescolando memoria, immaginazione e vita vissuta. È un universo in cui ogni ascoltatore può riconoscere qualcosa di personale e trovare una chiave diversa per entrare nelle storie che lo compongono.

Adriano ha il potere di creare nuovi immaginari, luoghi che esistono se ci viaggi dentro non solo come spettatore, danno il meglio per viaggiatori curiosi ed eremiti sognatori in cerca di pace.

ADRIANO X INDIE TALK

Portoluna che posto è, e chi sono i suoi abitanti?

Portoluna è la ricerca di qualcosa che sfugge. é un’idea, e come tutte le idee, fin quando non vengono realizzate esistono solo nella nostra fantasia. Ma dalla fantasia all’immaginazione il passo è breve, perchè Munari nel suo libro “Fantasia” ci racconta che l’immaginazione “è il mezzo per visualizzare, rendere visibile ciò che la fantasia, l’invenzione e la creatività, pensano”. E così nascono mondi, personaggi e storie in grado di plasmare le nostre idee e anche la realtà che ci circonda. Così nasce Portoluna: un posto che abbraccia chi la abita e chi la esplora curiosamente.

Qual è l’odore della tua terra?

Avrei una lista di odori infinita.

Dai panni stesi della vicina, al gelsomino che si arrampica sulla ringhiera. Ma poi di colpo vieni frastornato dal profumo di una frittura di pesce del ristorante. In un attimo scopri che anche il sale asciugato al sole sugli scogli emana un odore secco e aspro che non pensavi.

Tra tutti però preferisco il profumo di pane appena sfornato del panificio e la terra bagnata dopo la pioggia.

C’è un’antica storia siciliana alla quale ti senti particolarmente legato?

Si, il racconto del mago Eliodoro. Un mago dispettoso che se ne andava in giro sul suo elefante di pietra, “Liotru”, l’elefante simbolo di Catania. Insomma era una sorta di mammoriano fantasy. Purtroppo non gli finì bene…

PH: Ufficio Stampa

Tradizione e libertà sono due mondi che possono convivere?

Assolutamente si. Anzi penso che si debba cercare di farle convivere il più possibile, senza distruggere la tradizione ma senza vincolarla in un mondo antico che non ci appartiene più. La tradizione non è necessariamente qualcosa che ti trattiene: può essere un punto di partenza per prendere quello che hai ricevuto, le storie, i luoghi, il dialetto, personaggi, e trasformarli in qualcosa di tuo.

In realtà i ricordi sono qualcosa che non esiste più?

Forse potremmo dire che il ricordo non è ciò che è successo ma ciò che di ciò che è successo continua a esistere dentro di noi.

Quindi in qualche modo si, non esiste più, e noi ci sentiamo non esistere più in quel modo in cui eravamo in relazione a come siamo adesso. in Portoluna, potrebbe essere proprio quel territorio a metà tra realtà e immaginazione: qualcosa è accaduto, qualcosa lo abbiamo modificato, qualcosa lo abbiamo inventato senza nemmeno accorgercene.

Per l’eremita la solitudine è una scelta o un desiderio?

È una scelta, ma è quasi forzata da un senso di non appartenenza che lo porta a rifugiarsi in un luogo distante e isolato.

L’eremita mette in luce anche una parte egocentrica e narcisistica di sé, perchè in questo isolamento e autocelebrazione in realtà spera che qualcuno lo venga a trovare e gli chieda di tornare. C’è una parte oscura di questo personaggio che mette in luce le nostre paure e i nostri lati emotivi più profondi attaccati al desiderio di essere visti e apprezzati.

PH: Ufficio Stampa

L’amore è una follia intima?

Può esserlo, un mondo che, per quanto piccolo e incomprensibile ad altri, per due persone può diventare tutto.

Un po’ come in Matrix, dove la domanda non è soltanto quale sia la realtà, ma quale realtà scegliamo di abitare.

Portoluna nasce anche da questa idea: costruire un luogo che non esiste davvero, ma che può diventare reale nel momento in cui qualcuno decide di entrarci.

Ma l’amore non è solo questo. Ha tante forme diverse. Per me è contenuto dentro un barattolo.

Io da questo barattolo scelgo dove depositarlo e a chi dare parte del mio amore, e un po’ lo tengo per me.

Perché dopo un viaggio si torna sempre un po’ cambiati?

Innanzitutto perchè durante un viaggio un po’ ci perdiamo. Uscendo dalla nostra isola perdiamo i riferimenti, dobbiamo ricalibrare anche le nostre abitudini in parte. Il viaggiatore a volte non sa più bene chi è e potrebbe non riconoscersi più dopo un po’, ma è proprio prendendo un po’ le distanze da se stessi che ci si ritrova.

PH: Ufficio stampa

 

Nicolò Granone

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