Angelo Iannelli

Angelo Iannelli: “Tra presente e passato, tutto in un Poema Vocale” | Intervista

“Ma come puoi pensare che io voglia ascoltare il tuo poema vocale?”

Un messaggio vocale da 14 minuti è davvero illegale! Gli strumenti di comunicazione, messi a disposizione dal mondo tech, hanno rubato e soppresso la bellezza di parlare con le persone, nel senso lato del termine.

Basterebbe anche solo una cara vecchia telefonata. Se si avesse la possibilità di potersi confrontare di persona sarebbe idilliaco, anche in tempi di pandemia!

Forse stiamo davvero esagerando, un vocale da 1 minuto è già troppo, torniamo alle abitudini ante 2000?

Angelo Iannelli è un cantautore, scrittore e Professore di Lettere nella scuola secondaria statale. Negli anni ha avuto inoltre esperienze come attore, sceneggiatore e regista cinematografico e teatrale. Laureato in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo con una tesi sulle “Tecniche dell’attore”, è dottore magistrale in Cinema, televisione e produzione multimediale.

Ha scritto il testo “Dalla notte del mito all’Eneide nei luoghi e nei tempi di Virgilio”, adattamento teatrale dell’Eneide rappresentato a Palinuro nell’ambito del “Festival della Natura: tra mito e realtà storica”, da lui interpretato insieme a Michele Placido, Corinne Clery e Alessandro Haber. Ha scritto il saggio scientifico “L’Io diviso. Dai medici-filosofi alla letteratura, al teatro e al cinema del Novecento” (2013), edito da Aracne editrice, e il romanzo “Bar Binario” (Aracne, 2016), dal quale ha tratto una sceneggiatura cinematografica e un dramma teatrale.

All’attività di scrittura ha da sempre affiancato la recitazione: ha partecipato come attore a film, spettacoli teatrali e fiction televisive (Un medico in famiglia, Sangue caldo, Ris Roma 3, Il peccato e la vergogna 2, Benvenuti a tavola, Squadra antimafia 5, Furore, L’onore e il rispetto 4).

Nel maggio del 2016 è uscito il suo primo album “Il Cannocchiale” (Ed. Hydra Music), seguito dalla Compilation “Musica italiana” (Califano, Iannelli e Minghi, tra gli altri) e dal singolo “Paolo a Francesca”.
Nel 2017 è uscito il singolo “Conserva i sogni”, nel 2018 “Milena”, nel 2019 “Il bambino di Aleppo” e nel 2020 “Comico dell’arte” e “GPB”. Nel 2021 Angelo Iannelli presenta il suo nuovo brano “Poema Vocale”.

INTERVISTANDO ANGELO IANNELLI

Sei un artista a tutto tondo: sceneggiatore, scrittore, attore e cantautore. Qual è stato il tuo “primo amore” che ti ha avvicinato all’arte in tutte le sue sfaccettature?

Senza dubbio la letteratura, il mio amore grandissimo.

Da DAG a Poema Vocale, c’è una certa dolce malinconia per un passato che ricordi con un mezzo sorriso: se potessi tornare indietro, cosa diresti ad Angelo di dieci anni fa?

Ti rispondo con una frase di un brano di De Gregori, meravigliosa nella sua essenza provocatoria, così vera ma allo stesso tempo così surreale: “E se potessi tornare indietro, indietro io ci tornerei, se potessi cominciare daccapo, quello che ho fatto non lo rifarei.” La penso così? Forse, a momenti.

Mi riallaccio alla domanda precedente, ponendoti un altro quesito simile: come spiegheresti ad un adolescente di oggi quel periodo in cui mezzanotte era già tardi ed i nostri “poemi vocali” erano davanti ad una Bacardi in piazza?

Wow! Erano tempi strani quelli, sicuramente molto più divertenti, più veri non lo so, ma di sicuro ci si divertiva da morire e spesso le serate finivano male… La Bacardi poi, una sorta di rito di iniziazione…

Sei anche un professore di Lettere, un educatore: pensi che quello odierno sia un approccio sociale “sbagliato” oppure ha dei lati costruttivi in prospettiva futura?

I ragazzi, i giovanissimi di oggi io li adoro, sarà che sono di parte ma li amo. Mi sento molto simile, rivedo in loro una malinconia, un disagio esistenziale e una profondità di pensiero che ogni giorno riescono ad affascinarmi e a stimolarmi anche nella scrittura. Tutta questa “esagerazione social”, poi, credo che sia destinata ad esaurirsi, è una moda che forse presto stancherà tutti noi e tra vent’anni, magari, ci penseremo con grande nostalgia. Un po’ come la nostalgia per la Bacardi! In ogni caso credo che i social siano una grande risorsa per tutti, non solo per gli artisti, se utilizzati con intelligenza e con leggerezza.

Come ti approcci al processo di composizione? C’è una routine di scrittura “costante” oppure i tuoi brani sono frutto di intuizioni fulminanti?

Tutta la mia scrittura è basata su intuizioni di un momento, spesso di una “notte nera di ore in bianco” come dico in una mia canzone. Ho passato anche lunghissimi periodi senza scrivere, a volte anche anni, per poi scrivere due romanzi, una sceneggiatura e venti canzoni in tre mesi. Tutto ciò è incredibilmente affascinante, l’arte è una cosa davvero meravigliosa e non finisce mai di sorprenderci, al di là di ogni retorica.

Quali sono i “miti” di Angelo Iannelli, artisticamente parlando? Quale tra le loro opere (musicisti, scrittori, attori, registi etc.) avresti voluto scrivere tu e con quale di loro vorresti collaborare?

Ho pochi miti tra tanti artisti che adoro, ma quei pochi hanno cambiato la mia vita. Ti faccio un nome per ogni campo. Senza dubbio De Gregori per quanto riguarda la musica: darei tutto per poter scrivere un pezzo come “Bene”, così come per tanti altri suoi brani. Nella letteratura Tabucchi: lui e il suo “Sostiene Pereira” stanno sopra tutti gli altri. Nel cinema la coppia Scorsese-De Niro credo che abbia raggiunto dei picchi artistici difficilmente eguagliabili in futuro. Ma attendo con piacere di trovarne altri: l’arte è e deve essere progressista, deve saper sempre guardare avanti.

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