Alan Turing è un matematico, chiamato dal Servizio segreto britannico, durante la seconda guerra mondiale, a lavorare sul codice Enigma usato dai tedeschi, codice che rendeva incomprensibili le comunicazioni dei nazisti.
Alan Turing lavora con altri eccellenti menti e il gruppo riesce ad ottenere il successo sperato. Successivamente, a guerra finita, Alan Turig viene accusato di omosessualità e condannato alla castrazione chimica. Morirà suicida.
Questi sono fatti noti ( non rivelo, quindi, l’assassino di un giallo ), che il film ha il merito di allargare al grande pubblico. Le inesattezze contano poco: quel che importa è conoscere la vita di un genio, socialmente disadattato, utile al proprio paese e dallo stesso condannato per un’inclinazione sessuale.
Si parla delle difficoltà di un intellettuale non solo nel suo lavoro, ma nella sua sfera più intima da celare nascosta a tutti, pena il carcere. In tempi come i nostri, in cui si parla di identità, di libertà, di sessualità, il film può essere uno spunto per farci riflettere sulla nostra storia occidentale, i cui passi verso il progresso culturale sono stati pagati a caro prezzo.
Ricordiamo che le candidature ai prossimi Oscar per questo film sono: miglior film, miglior attore, miglior regista!
A cura di Maria Antonietta Amico
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