IL MONDO IN UNA BIRO: PAOLO AMICO CI SPIEGA LA SUA ARTE

La biro: penna a sfera inventata nel 1938 dal giornalista ungherese László Joźef Biró, la usi da quando da piccolo inizi a scarabocchiare fogli su fogli con immagini da psicanalista, mostrando fiero la tua opera ai genitori, i quali ti assecondano e diventa arte. Alle elementari diventa una cerbottana, al liceo la consumi alla ricerca delle parole giuste, per fare innamorare la ragazza che ti fa perdere il sonno.

Questo è il destino della biro, che è più “decisa” di una matita ma non ha il “rango” della stilografica e di certo non è un pennello…Poi arriva lui con le sue biro e tutto cambia.

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Paolo Amico, 27 anni San Cataldo, Sicilia, trasforma il più comune mezzo di scrittura, in un sorprendente strumento d’arte. Conseguito il diploma all’ Istituto d’arte Filippo Juvara, Paolo all’ Università Abadir Accademia di Belle Arti (Monreale, Palermo), scopre la sua passione per le biro.

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Amici di Blogstermind, siamo lieti di presentarvi: Paolo Amico.

        Ciao Paolo! Sei emozionato per questa intervista?
Noi siamo Blogstermind(mica noccioline!)

Paolo: “A dire il vero si! È la mia prima intervista dal vivo, solitamente rispondo a domande che mi inviano tramite web”.

 Dal tuo percorso di studi sembra che avessi già le idee molto chiare, su cosa avresti voluto fare da grande. E’ stato davvero così?

“Sì, mentre i miei amici sognavano di diventare calciatori, io ho sempre voluto fare l’ artista. Io e mio fratello da bambini, disegnavamo gli stessi personaggi dei cartoni, ma i miei disegni erano decisamente migliori”.

 Come nasce l’ amore per le biro?

“Ai tempi dell’ accademia disegnavo ritratti e autoritratti a penna nera, poi ho deciso di sperimentare, dare un po di colore e da lì è stato un crescendo”.

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Quali sono le fasi preliminari alla nascita dell’ opera?

“Lo studio, decidere il tema e il soggetto da sviluppare. Alla base di tutto, tanta lettura! Ho da poco ultimato un’opera sull’ Inferno e ho molto utilizzato la Divina Commedia. Quando inizio a disegnare traccio le linee principali a matita e poi utilizzo le penne.”

Come definisci la tua arte?

“Spesso vengo definito iperrealista, io non apprezzo molto questa etichetta, preferisco birorealista. Quando è nato e si è sviluppato l’iperrealismo, aveva come scopo quello di superare la dettagliatezza della fotografia, con la pittura, non è il mio obbiettivo. Quello che valorizza il mio lavoro è proprio l’utilizzo della penna, darle una funzione diversa e trasformarla in uno strumento d’arte.”

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Sei l’eroe delle cartolerie, quante penne consumi mediamente per ogni disegno?

“Non saprei, quantificarle con precisione è difficile! Utilizzo tantissimo il giallo, il nero, prima stendo un colore base e in seguito passo a successive velature, stendendo quindi altri colori”.

Le nostre rubriche trattano anche di musica, narrativa, cinema. Se sì, quali libri, autori o film ti hanno maggiormente ispirato nel tuo percorso formativo?

“Uno degli scrittori che seguo con maggiore interesse è Paolo Giordano, autore de “La Solitudine dei Numeri Primi”. Per quanto riguarda il cinema mi ha fortemente ispirato il cortometraggio dal titolo “Il palloncino rosso” di Albert Lamorisse, ho infatti realizzato un’opera incentrata su questo corto.

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Quale è stata la soddisfazione più grande che ti ha dato la tua passione fin ora? Quale il sogno nel cassetto?

“Attualmente è stata sicuramente una notevole soddisfazione aver vinto il “Premio Arte” la cui giuria è anche quella del premio Cairo, che seleziona i venti artisti emergenti del momento, pur non avendo vinto quest’ultimo, essere lì insieme a colleghi già affermati, è stato molto gratificante. Un mio grande sogno sarebbe presentare una mostra in un palcoscenico di livello mondiale, New York per esempio.

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Hai rappresentato la Sicilia all’ Expo 2015, con un quadro proprio intitolato “La Sicilia”; parlaci dell’opera e di questa esperienza.

“Tutto nasce dal mio incontro a Torino con Vittorio Sgarbi, il quale ha apprezzato le mie opere esposte in galleria e mi ha parlato della possibilità di presentare un opera all’ Expo 2015. In un primo momento non ho creduto che parlasse sul serio, poi ci siamo incontrati nuovamente a Caltanissetta e mi ha chiesto di realizzare un’opera ispirata alla Sicilia. Ho deciso di rappresentare uno scorcio della “Vucciria” di Palermo (grande mercato alimentare, collegato al tema dell’ Expo), inserendo dei neon, con le tre parole che a mio parere descrivono meglio la Sicilia: accogliente, testarda, come il giardino dell’ Eden”.

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Sei d’accordo sul fatto che viaggiare apra la mente e aiuti l’artista nel concepimento di nuove opere?

“Sì, sono d’accordo. Sicuramente San Cataldo per me rappresenta un po’ un limite perchè vorrei avere la possibilità di confrontarmi con altri artisti, tuttavia mi ci trovo bene perchè da qui ho la possibilità di lavorare con tranquillità. Indubbiamente molte delle mie opere nascono proprio dai viaggi che ho fatto.”

Parlaci dei tuoi impegni futuri…Cosa bolle in pentola?

“Ho presentato dei nuovi progetti riguardanti una possibile collaborazione con Fondazione Wellfare Ivrea e Fondazione Olivetti; la storica azienda torinese fondata da Adriano Olivetti, che all’apice del successo corrispondeva all’ attuale Apple. Olivetti è stata la produttrice delle prime macchine da scrivere e del Programma 101, progenitore del personal computer”.

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Altre passioni? Non starai tutto il giorno a dipingere?

“No certo! Mi piace andare in moto e uso molto la bicicletta. Vado a fare lunghe passeggiate al bosco di Gabbara e spesso, ecco che arriva l’ispirazione! L’opera “L’intuizione” nasce proprio tra gli alberi, in sella alla bicicletta. Mente sgombera per dare spazio all’ immaginazione, relax a contatto con la natura, silenzio, aria pulita, cosa c’è di meglio?”

Tutte le nostre amiche del blog saranno interessate a te dopo questa intervista, fidanzato?

“Si! Felicemente.”

Peccato signorine, l’artista ha già la sua bellissima musa!
Signore e signori, Paolo Amico.

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A noi quest’opera è piaciuta particolarmente non solo per l’originalità e  per l’abilità tecnica che rappresenta ma anche perchè racchiude in sè  un messaggio rivolto all’importanza delle api nel nostro ecosistema e alla loro progressiva scomparsa.

A cura di Giuseppe Madronte e Salvatore Giannavola

Potete visitare il sito ufficiale di Paolo Amico accedendo al link — http://paoloamico.tumblr.com/

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