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La crisi del calcio italiano tra promesse, rimpianti e occasioni mancate

Si è conclusa una settimana importantissima per quanto riguarda il calcio europeo, infatti, sono state definite le squadre che si sfideranno nella finale di Europa League e Champions. Le  squadre italiane, ahinoi, sono state eliminate presto, anche troppo. Dati alla mano, non avremo la  quarta squadra in Champions League per la stagione 2016-2017, e per le stagioni successive sarà difficilissimo. Analizzare i motivi che stanno alla base di tale fenomeno, risulta abbastanza difficile. Però, la realtà è questa: quest’ anno abbiamo preso soltanto 70 punti nel ranking; la Champions resta solo un ricordo.

Penso che il problema fondamentale sia la progettazione. Spese folli per giocatori che hanno deluso tantissimo, arrivati in Italia etichettati come fenomeni,  si sono poi  dimostrati come normalissimi giocatori, buoni si, ma sicuramente inclassificabili come campioni: Dzeko su tutti. Manca la fiducia nei giovani e  le promesse rimangono confinate  in panchina. Ritengo  che questo problema affligga il 99% delle squadre italiane,  la Juventus è forse l’unica eccezione.  Le squadre italiane non dispongono di riserve in grado di coprire gli impegni di campionato, coppe nazionali ed europee. Ci sono squadre che arrivano in Europa League schierando membri della rosa inadatti per le competizioni continentali. 

Infine,è opportuno ricordare un altro aspetto fondamentale: la voglia di vincere, questo può sembrare banale, ma forse con un pizzico di sete di vittoria le squadre italiane sarebbero state in grado di  colmare il gap tecnico. L’Atletico Madrid ce lo dimostra.  Ancora una volta, tanti rimpianti… Europa, see you next year!

Di Fausto Terrana

Salvatore Giannavola

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Salvatore Giannavola

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