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Animali Urbani | Intervista Indie Italia Mag

A cura di Diego Lupinetti

Animali Urbani è un progetto che nasce a Torino nel 2017 dalla passione di due ragazzi campani, Marco Cucciniello – arrangiamenti e chitarra elettrica – e Amedeo Mattei – testi, synth e voce. Caratterizzati da una poetica ben chiara, portano avanti un’intelligente riflessione sociale attraverso racconti di viaggi solitari in contesti cittadini. Si dividono tra testi cantautorali e sonorità più wave, rock ed elettroniche.

Una collaborazione fin da subito proficua che li conduce ben presto al loro primo EP, Amaramente, registrato nello studio Area23 e prodotto da Luca Vergano. Dopo i primi inediti, entrano a far parte della formazione anche il chitarrista Giorgio Baccan e il bassista Ruben Dumitri ed inizia così la loro attività live tra il capoluogo piemontese e la Campania. Alle esibizioni seguono i passaggi in radio e il desiderio di farsi ascoltare e di recapitare il loro messaggio non può che aumentare di conseguenza. Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistarli.

INTERVISTANDO ANIMALI URBANI

Ciao Animali Urbani! Raccontateci, com’è nato il vostro progetto musicale?

Una storia che parte dall’estate 2017. Un incontro casuale. Due campani che si ritrovano a Torino con un desiderio comune, fare musica. Abbiamo pensato di dare vita ad Animali Urbani mixando sonorità Wave, Rock ed Elettroniche a testi tipici del cantautorato.

Finora un solo EP (Amaramente) all’attivo: avete in mente un album per il prossimo futuro? Quali sono i progetti in cantiere?

Stiamo lavorando al primo Album, da far uscire entro novembre 2019. Nei prossimi mesi pubblicheremo i singoli che lo introdurranno.

Cosa cercate maggiormente di comunicare con la vostra musica?

Analizziamo il conflitto quotidiano tra istinto e condizionamento sociale. Raccontiamo avventure solitarie utilizzando la città come lo specchio che non mente mai.

Quali sono gli artisti che più ispirano e piacciono agli Animali Urbani?

Principalmente Apparat, Bonobo, Edoardo Bennato e Afterhours.

Come vi approcciate alla fase di composizione. Viene prima la musica o il testo?

Siamo partiti da un frenetico scambio, spesso a distanza, tra basi, arrangiamenti e testi scritti ovunque. Poi ci abbiamo preso gusto, ed ora ci troviamo in studio e lavoriamo insieme.

Raccontateci dei vostri video. Chi li cura?

Sono 3 videoclip totalmente diversi. AMARO lo abbiamo totalmente realizzato noi. FUORI POSTO è il frutto della mente geniale di un super illustratore, DAVIDE BART SALVEMINI. Per BUON ANNO abbiamo curato noi la sceneggiatura, mentre la regia è di BERNARDINO CARUSO.

Il 26 dicembre è uscito su YouTube un vostro nuovo pezzo “Buon Anno”, un augurio per l’anno avvenire che si potrebbe definire cinico, accompagnato da una musica ricercata, coinvolgente e a tratti ritmica.

Degno di nota anche il video in cui viene messo in scena un cenone di capodanno. Com’è nata l’idea artistica riguardante questo brano?

Più che di un augurio si tratta di una presa di coscienza. Ogni capodanno promettiamo, auguriamo..ma poi sappiamo bene come va, se non direttamente per noi, per la stragrande maggioranza delle individui che popolano questo pianeta. Il Video vuole far rivivere una plasticità che ognuno di noi ha vissuto. La linea ritmica è curata da un mostro della batteria come DANIEL FASANO.. ..e si sente.

Cosa vi augurate per l’anno che verrà?

Il 2018 è stato l’anno delle prime volte, il nostro periodo di stage. Nel 2019 vorremmo iniziare ad essere riconosciuti col nostro sound.

IL MEGLIO DELLA MUSICA INDIE ITALIANA: QUI.

Salvatore Giannavola

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