WLOG

wLog | Intervista Indie Italia Mag

Il 29 marzo scorso è uscito il disco d’esordio di wLog, dal titolo omonimo.

Giangiacomo Massa, vero nome di wLog, compositore  di lunga data, fa uscire un disco che risulta essere un mix di sonorità elettroniche che passano dalla dance fino all’indie-pop.

wLog ha un background da musicista che lo ha portato a misurarsi con stili e generi molto diversi fra di loro. Sin dai 13 anni, età in cui ha iniziato a suonare, è stato amante del blues e del progressive rock, arrivando poi alla musica elettronica con la quale è riuscito anche a declinare in maniera più originale, tutte quelle influenze derivanti dalla musica d’autore italiana come quelle degli Area, Battiato, Paolo Conte o De Andrè.

L’obiettivo di wLog infatti, è proprio quello di unire le sonorità elettroniche alla tradizione cantautorale e l’esperimento dell’autore milanese sembra riuscire discretamente bene.

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Il disco, che conta 9 tracce, risulta essere un prodotto fresco, quasi estivo e tra le varie contaminazioni presenti nella musica di wLog, si possono ritrovare sonorità che possono ricordare artisti come Cosmo o I Cani. E anche i temi affrontati nel disco sono quelli tipici del cantautorato.

Quindi temi importanti ed intimisti come l’amore, i legami d’amicizia e le grandi e piccole sfide quotidiane che ognuno di noi deve giornalmente affrontare. Tutto questo è legato insieme da sonorità che rispecchiano una spensieratezza di fondo che poco spazio lascia a stati d’animo “pesanti”.

wLog risulta essere quindi un artista poliedrico che, dopo molto tempo passato “dietro le quinte” a collaborare come autore per altri artisti, si sperimenta con questo lavoro da solista dove prova a far fruttare questa esperienza. La cura dei suoni è quasi maniacale e confermano la natura di sperimentatore di wLog.

In definitiva possiamo affermare che wLog pubblica un disco in cui cerca di dare una dimensione intima a chi lo ascolta ma allo stesso tempo utilizzando le sonorità elettroniche per ridimensionare l’impatto di questa dimensione. Riuscendo a lasciare un senso di familiarità tra i pezzi presenti nell’album e chi li ascolta.

Alcuni mesi fa, il disco è stato anticipato dai video di “Osmosi” e “paDroni della sabbia” anche se il primo singolo ufficiale risulta essere “Indigestione”. Abbiamo contattato direttamente l’artista milanese per farci presentare direttamente da lui il progetto wLog.

Intervistando wLog

Ciao! Complimenti per il tuo esordio. Qual è stata la genesi di questo tuo lavoro? Quando hai iniziato a lavorarci e come è stato il percorso che poi ti ha portato a comporre wLog?

Grazie!

L’intuizione per questo progetto nasce qualche anno fa quando ho ricominciato a seguire il mondo techno. Dai festival trance fino alle “chiusure” minimal. Ho ascoltato sonorità che mi hanno fatto nascere l’idea di provare a  fondere i suoni dell’onirico, futuristico, colorato e sognante mondo della techno al cantautorato spontaneo che nasce sulla chitarra.

Il percorso sulla chitarra nasce fin da piccolo dove lo strumento e l’ispirazione per me naturale, sono quotidiana funzione fisiologica. Questa pulsione mi ha accompagnato nelle varie fasi della vita. Nella composizione delle mie poesie, ho elaborato un mio personale metodo di scrittura che dà importanza anche al suono delle parole ed alla loro etimologia. Qualche hanno fa ho cominciato, in forza della mia maturazione artistica ed umana, ad approfondire lo studio del suono.

Le tue sonorità sono prettamente elettroniche e traspare una grande cura per i suoni utilizzati. Quanto e come hai lavorato per arrivare ad ottenere questo sound?

Le mie esperienze musicali sono passate dal punk al blues passando per il prog, l’elettronica a mio avviso è la chiave all’evoluzione del suono stesso e alla realizzazione della sua varietà emozionale.

Nello specifico più che nella storia dell’elettronica sono andato in ambienti techno senza fossilizzarmi su uno di essi. Dalla trance alla minimal passando per l’underground ed eventualmente ambient e chill. Tutto ciò con l’idea di mutare il suono in base alla natura del brano proiettandolo nel futuro. Il sound è in ogni caso frutto del lavoro profondo , maniacale e simbiotico con il mio produttore, amico e partner musicale Lorenzo Avanzi.

I testi invece sono praticamente cantautorali in cui si affrontano temi importanti nella vita di una persona.

Da dove nasce l’idea di unire sonorità a tratti quasi dance a testi strutturati dalle connotazioni cantautorali?

Da sempre scrivo canzoni che si stanno evolvendo con il passare degli anni e con le  incredibili, intense e stravaganti esperienze di vita che non esiterei a definire “cinematografica”.

L’idea è nata in un attimo durante il festival Sonus di quattro anni fa. Mi sono detto: “perchè tutte queste persone si ritrovano sospese in un mondo parallelo quando ballano liberi senza schemi e passi prefissati? Sarà mai possibile proiettare una canzone nello stesso mondo?”

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Nella varie fasi di composizione, arrangiamento e produzione ti sei avvalso di collaborazioni particolari?

Il processo creativo in tutte le sue fasi si avvale unicamente di Lorenzo come produttore, arrangiatore, mixaggio e mastering.

Sei milanese. Milano è una delle città italiane più attive del punto di vista della musica italiana emergente.

Quanto una città come Milano condiziona il tuo modo di concepire e comporre musica?

Ho vissuto Milano in tutte le sue forme. Parchi, periferie, scuole, università, eleganza, trasgressione, centro, uffici, tram, cinema, discoteche, concerti, traffico, taxi, ristoranti alla moda e barettini. Da dieci anni però vivo a 1200 s.l.m nel parco delle orobie in provincia di Bergamo.

Il centro delle mie attività professionali rimane Milano.

Il titolo del tuo album d’esordio è omonimo al tuo nome d’arte. Ha un significato specifico wlog?

In breve wLOG è sia acronimo che anagramma secretato. E’ però anche , come un vLOG, la finestra sulla mia essenza artistica o se vuoi in matematica la prova assoluta che rende vana qualsiasi altra dimostrazione. Amo l’originalità nelle cose quindi il fatto che il  “wL” non esista in nessun idioma è stato elemento di ulteriore fascino verso questo neologisimo.

Perché hai scelto proprio “Indigestione” come primo singolo?

La scelta del brano è stata fatta per dirla come con le stesse parole del singolo “…Che non è solo colpa mia”

Alcuni mesi fa hai comunque rilasciato i video di “Osmosi” e “paDroni della sabbia”.

Il video di questa seconda canzone vede due splendide ragazze che si divertono, in atteggiamenti anche ambigui, in una lussuosa camera d’hotel.

Qual è l’idea che c’è dietro a questo video così particolare?

Il video di “paDroni della sabbia” come la canzone stessa, vuole dire che secondo me è estate se stai bene al di là del luogo dove la trascorri. Anche un agosto urbano può essere magico. Nel video non incrocio mai le ragazze e come si può notare le stanze sono diverse: questo perchè quell’hotel ha accolto persone felici che stavano vivendo la loro vita. Il mio è un ricordo di un weekend d’agosto urbano sul quale non do riferimenti se non nel testo della canzone, Quello delle ragazze è un momento felice, ma  decontestualizzato dalle mia vita personale.

In due canzoni del disco, Pirlo ed Amsterdam Arena, c’è un riferimento molto preciso al calcio. Sei un appassionato?

Amo correre , nuotare e camminare in montagna.  Mi piace il calcio e appena posso vado a fare due tiri nel campo vicino casa.

In Amsterdam Arena rimango sul confine tra il prezzo “salato” della trasgressione e la risolutiva magia degli zaini che fanno le porte . Ragazzi che in quel momento immortalano i loro sogni e la loro amicizia con un pallone e qualche tiro

Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? Prevedi dei live per la presentazione del disco?

A giugno usciamo con un brano per l’estate: una canzone su una base minimal che vuole fotografare la compressione temporale che genera il mare, dai castelli di sabbia alle trasgressioni adulte.

Il 10 maggio iniziamo con i live suonando a Milano al Rock’n Roll: il live sarà la naturale realizzazione di un progetto che vive di suoni.

Sarà un live con suoni dal vivo, ma molto coinvolgente e passionale. Ci sarà una voce totalmente naturale in un contesto di suoni estremi e ipnotici.

A settembre dovremmo uscire con il secondo album

Ascolta wLog nella playlist Spotify di Indie Italia Mag

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