Come in una guerra | Fuoriposto
Premessa – Così è nata questa nuova rubrica.
Negli ultimi due anni ho ascoltato solo musica italiana praticamente a tutte le ore di tutti i giorni della settimana. Ho sentito migliaia di storie belle, assurde, tristi e felici, ma tutte nel bene o nel male mi hanno saputo dare delle emozioni.
Anche a me piacerebbe prendere una chitarra, strimpellarla e tirare fuori uno di quei tormentoni indie che amiamo ascoltare in sottofondo solo con il gusto di prenderci male pensando a un amore impossibile. Poi si sa, dalla teoria alla pratica ce ne passa, soprattutto quando sei una persona come me molto pigra, che non sa come si legge uno spartito o come si tiene in mano uno strumento.
La mia fantasia però, durante questo periodo di quarantena mi ha fatto pensare e mi ha fatto venire in mente una folle idea.
“Magari potrei scrivere una canzone nuova, usando più canzoni diverse e raccontare storie che in realtà non esistono”
Così ho iniziato a sfogliare tra i vari titoli dei brani e ho provato a sperimentare, unendo artisti e generi diversi, che avessero però qualcosa in comune. L’obiettivo è quello di creare una rubrica settimanale insieme al lavoro di giovani e importanti illustratori che hanno voluto credere in questo progetto.
Il titolo della rubrica sarà Fuoriposto.
Ho scelto questo nome perché le frasi delle canzoni che prenderò in prestito rinasceranno da un’altra parte, in un contesto totalmente diverso e inaspettato, magari arrivando così all’attenzione di un nuovo pubblico che scoprirà nuove storie dentro le quali, spero, che ognuno di noi si possa ritrovare o nascondere.
GUERRA
Definizione: Lotta armata fra stati o coalizioni per la risoluzione di una controversia internazionale più o meno direttamente motivata da veri o presunti (ma in ogni caso parziali) conflitti di interessi ideologici ed economici, non ammessa dalla coscienza giuridica moderna
Oggi stiamo affrontando una guerra diversa dal solito, senza bombe o fazioni tra buoni e cattivi che combattono sul campo per difendere o conquistare una parte di terra. Abbiamo davanti un nemico invisibile, che non riusciamo a vedere, ma che ci fa stare chiusi in casa. È una guerra che coinvolge i sentimenti tra affetti abbandonati, lasciati a distanza e baci troppo pericolosi.
Anche in passato però abbiamo abituato il nostro cuore a guerre fatte per amore, inseguendo l’alleanza con la donna sbagliata o lasciandoci soffocare dalla paura di lasciarsi andare in dolci dichiarazioni. Notti che iniziano dopo aver pianto qualche ora, prima d’addormentarsi con in sottofondo il rumore dell’esplosioni nei film di guerra o annoiati dalle parole di chi va in tv con la superbia di portare avanti la propria guerra ideologica tra giusto e sbagliato.
Illustrazione di: ALLISSAND
Come in una guerra
Ho bisogno di un pretesto
Per far la guerra e andare al mare.
Quando le foglie moriranno
E i sassi esploderanno ancora
Saremo prede dell’inverno
Ci nutriremo con le mani.
Sei scappata a Belgrado
Su una bici che perdeva colore
Anche se il ministro era impegnato con il jazz
Il presidente con le belle donne.
Ti ricordi quelle mani
Che poi finivano sul letto
E quando i denti si stringevano
Tu mi dicevi abbiamo perso?
Volevi uno come me che ha paura come te
Che non dorme mai la notte, non sorride da una vita
Emotivamente instabile.
Viziata ed insensibile
Il professore la bollò
Ed un caramba la incastrò
Durante un furto all’Esselunga.
Mentre parlavi ti tremavan le mani
Perché non dicevi quel che volevi
E cioè che mi ami
Io mi ricordo lo sguardo che avevi,
È la mia crisi esistenziale
Quando inciampo e cado a terra.
Nel diluvio universale
Raggiungimi al mare
Aiutami a fare cose in cui non credo
Ti giuro non ho
Mai sognato di abitare in un castello di sabbia.