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“Sete///Disilluso”: Il nuovo doppio singolo Tropical-Indie dei Delef

Ci sono alcuni luoghi che una volta visitati lasciano un segno indelebile dentro di noi. Così come alcuni incontri con delle persone particolari possono cambiare il nostro modo di pensare e percepire ciò che ci circonda.

Questo è proprio quello che ha portato alla nascita dei Delef.

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Band nata qualche anno fa tra le valli di Comacchio che grazie all’esperienza diretta vissuta in Brasile dal cantante/chitarrista e grazie all’incontro con musicisti sudamericani che hanno rinforzato la passione per le sonorità tropicali di tutta la band.

I quattro ragazzi dei Delef hanno dunque dato vita ad progetto fatto di sound e ritmi contaminati che risultano davvero particolari ed originali.

Riff e ritmiche tipiche della bossanova e della cumbia si fondono con giri e testi che richiamano il cantautorato nostrano, dando vita a delle sonorità Tropical-Folk assolutamente fresche, originali e riconoscibili.

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Circa un mese fa i Delef hanno pubblicato un doppio singolo, “Sete///Disilluso” che anticipano l’uscita del loro secondo disco in studio che dovrebbe vedere la luce alla fine di quest’anno.

“Disilluso” è accompagnata anche da un video-clip girato in maniera davvero particolare e che, nonostante il lockdown, ha coinvolto molte persone.

“Eclissi”, questo il titolo del prossimo disco dei Delef, segue a distanza di circa 2 anni il primo album della band: “Speranza attiva”, uscito nel 2018, un disco che gli stessi Delef hanno definito “motivazionale, che invita a non aspettare che le cose cadano dal cielo”.

Prima della pubblicazione dell’intero disco però i Delef hanno in programma l’uscita di altri due singoli. In autunno dunque avremmo modo di ascoltare nuovi brani e capire se questa band “tropical-indie” confermerà quanto di buono ci ha fatto sentire fin ora.

Abbiamo contattato i Delef per fargli qualche domanda sul loro progetto e conoscere meglio la loro musica.

INTERVISTANDO I DELEF

Ciao Ragazzi. Siete una band attiva da qualche anno ormai. In cosa vi sentite cambiati e maturati rispetto agli esordi?

Penso che in questo tempo siamo maturati nei concerti e nel modo di scrivere musica.

Se prima si partiva da un’idea di uno e poi ognuno ci metteva il suo contributo, oggi ci piace scrivere i pezzi insieme in stanza. Se prima i pezzi erano focalizzati molto sull’essere pronti per i live, oggi forse ci piace pensarli come qualcosa da essere registrato e ascoltato.

Senza perdere energia però!

La seconda curiosità è sul nome. Da dove deriva “Delef”?

DELiri Elettro – Fonici

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Il vostro genere è davvero un mix di influenze. Quanto è difficile conciliare sonorità a volte molto distanti tra loro in un sound assolutamente particolare ed originale?

Dire che è difficile la fa sembrare una cosa che dobbiamo sforzarci per farlo, sicuramente serve tanto impegno e tanto ascolto, di noi, fra di noi, degli altri, con gli altri. Ma suoniamo cercando di essere sinceri, spontanei, forse un po’ ingenui.

Siamo dei sognatori.

E da dove è nata l’idea (o l’esigenza) di portare avanti un progetto musicale così originale e  poco scontato?

La prima persona che abbiamo conosciuto e che suonava musica sudamericana è stato Babboo. Un fratellone di Comacchio che vive in Messico.

Tedo che si è appassionato ai ritmi messicani e della bossanova. Io (Mik n.d.r.) che ho vissuto a Curitiba quasi 2 anni facendo scorpacciata di ritmi tradizionali ma anche dell’indie-MPB brasiliano (che è molto diverso dal nostro). Miki che è passato dalla batteria alle percussioni, andata e ritorno. Chicco che ha studiato al conservatorio jazz.

Il movimento di musicisti indie-folk, new-folk, tropical-folk chitarre classiche, suoni strani e romanticismo che abbiamo incontrato suonando in giro per l’Italia. Non so dirti da dove sia nata di preciso, ma penso che sia un mix di tutti questi fattori.

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Avete da poco pubblicato due singoli. “Disilluso” e “Sete”. Come mai avete scelto di pubblicarli proprio in questo periodo così particolare?

Non era previsto che pubblicassimo le canzoni nel mezzo di una pandemia!

Avevamo progettato di fare uscire 3 singoli composti da 2 tracce l’uno, uno a primavera, uno prima dell’estate e uno a fine estate. Per Sete stavamo scrivendo un videoclip da pubblicare assieme al singolo e poi è stato tutto bloccato.

Alla fine però, da questo momento abbiamo tirato fuori tanta energia, lavorando un sacco ognuno dalle sue case, facendo video in casa, live in casa, contattando un sacco di gente, ricevendo tanti bei messaggi. Diverso da come lo immaginavamo, ma molto bello comunque.

“Disilluso” è accompagnata da un video-clip davvero particolare. Quante persone avete coinvolto per girarlo? E di chi è l’idea?

L’idea per il video di Disilluso” ci è venuta dalla necessità di far uscire un videoclip abbinato al singolo, al posto di quello di “Sete”.

Abbiamo quindi creato una challenge sui social in cui abbiamo invitato le persone a registrare un video in verticale ballando qualche secondo di “Disilluso”. Siamo stati sorpresi di aver ricevuto video non solo da amici qui in Italia, ma anche da Colombia, El Salvador, Brasile, Argentina, Turchia, Spagna, Belgio, Malaysia, tutti super creativi e divertenti. In più un’amica designer, Greta Bottanelli, ci ha inviato una gif di lettering creati da lei apposta per il video.

Dopo aver raccolto i contributi, abbiamo passato qualche giorno tra caleidoscopi e infinite ripetizioni della canzone nelle orecchie, et voilà: tanta condivisione, tanta energia, tanto entusiasmo. Proprio come piace a noi.

“Disilluso” e “Sete” andranno a far parte del vostro prossimo album. A che punto sono i lavori del disco? Quando potremo ascoltarlo per intero?

Appena si potrà, dobbiamo correre a registrare le prossime tracce da Federico ViolaAnimal House, che è stato il nostro compagno di viaggio sia per “Speranza Attiva” e lo è anche per questo ultimo lavoro. Contiamo entro l’estate di fare uscire il secondo singolo, e il terzo probabilmente andrà per l’autunno.

L’album completo, che si chiamerà “Eclissi” arriverà per la fine del 2020, con anche le tracce che non verranno incluse in questi tre singoli.

Sarebbe bellissimo, per il lancio del disco intero, riuscire ad appoggiarci ad un’etichetta interessata a costruire con noi questo mondo di storie, di empatia, e di speranza.

Grazie mille Italia Indie Mag, buon lavoro!

Ascolta i Delef nella playlist Spotify di Indie Italia Mag

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