frambo: La malinconia di potersi conoscere (soltanto) online | Indie Talks

“Tour Eiffel” è l’espressione delle nuove generazioni, come ci suggerisce lo stesso frambo nel ritornello del singolo uscito per La Clinica Dischi: “non mi piace più dormire da solo” recitano i versi che dipingono una solitudine che forse poi così generazionale non è.

Dire “ti amo” è più tipico dei millennials o della Z- generation? Questa è stata la domanda che ha fatto partire il nuovo indie talks sulla differenza generazionale e che vede come povero malcapitato il giovane frambo, classe 2002.

Premettendo che la nostra non vuole essere una lotta a quale delle due generazioni sia quella migliore, quanto una leggera chiacchierata che (mi) aiuti ad individuare con un occhio poco sapientemente socio-antropologico quelle che sono le caratteristiche dell’una e dell’altra generazione che riguardano i nati dal 1990 ad oggi.

Se anche voi come me apprendendo di essere un “millennials” siete subito corsi a comprare un siero anti-age, allora questo è l’articolo che non dovete perdere (in realtà anche se siete nati dal 2000 in poi dovete assolutamente leggerlo)!

FRAMBO X INDIE TALKS

Ciao frambo, iniziamo con una domanda di riscaldamento; hai da poco pubblicato il tuo ultimo singolo “Tour Eiffel”: quanto c’è di te e della tua generazione in questo singolo?

Ciao bellissimi! Credo che la parte più rappresentativa sia il ritornello, ho come il presentimento che la nostra generazione si senta davvero sola. O almeno questa è la sensazione che vivo io. Sto parlando di relazioni genuine, che tendono a perdersi online. Io, come tantissimi miei coetanei, ho un sacco di influenze relazionali sia dal vivo che online e tendo a sentire questa malinconia sempre di più. Forse dovremmo approcciarci in un modo nuovo, che ancora devo capire anch’io.

Se potessi dare il tuo punto di vista sulla tua generazione, quale definizione le daresti?

Siamo delle insonni macchine produttrici di pensieri costanti, fitti, inutili, speranzosi e megalomani.

C’è differenza secondo te tra Millennials e generazione Z?

La stessa differenza che c’è tra i “boomer” e i “mellennials”, ovvero il contesto. Siamo cresciuti in periodi storici diversi con concetti sociali, invenzioni, passatempi diversi. Ci si aspetta che la generazione prima della nostra capisca sempre subito ciò che la nostra dà per scontato, ma non sempre è così facile e immediato.

La tua canzone “Tour Eiffel” inizia con sai che quando guardo te a volte mi viene da vomitare… nel 2021 è cambiato l’approccio per dirsi “ti amo”?

Non credo, siamo sempre (come credo anche le generazioni passate) impauriti dall’amore. Se uno si vuole distinguere un po’ si trova dei modi più buffi e creativi per dirlo ma la zolfa è sempre quella.

In entrambe le tue canzoni c’è un riferimento alla guerra, alla protesta…più interiore che poi veramente pratica: credi che le nuove generazioni siano meno combattive e più leoni da tastiera?

No, la sento molto combattiva invece. Molto mobilitata verso le cause importanti, degne di essere combattute. Ci sentiamo lasciati in un posto che non ci piace tantissimo e vogliamo cercare di cambiarlo. Poi ovviamente ci sono anche molti leoni da tastiera, ma forse sono di meno in proporzione.

Si tende a catalogare i generi musicali per annate, ad esempio quando io avevo 18 anni si era più in fissa per cantautori come Brunori, Dente. Mentre ora verso quale genere sono più orientati gli ascolti della Z-generation?

Molto probabilmente i due generi che vanno per la maggiore sono l’indie e la trap. Poi ovviamente e fortunatamente ci sono una serie infinita di sfaccettature, ma tutto sommato i due elencati in precedenza li sento di più in giro.

Ho esagerato usando troppe volte la parola “generazione”?

Forse sì, ma che colpa ne vuoi avere, alla fine sei una Millennial. No dai scherzo, ragazzi grazie di tutto, a presto!