La politica, soprattutto quella italiana è un gran casino con gente che dice di fare delle cose e poi fa tutt’altro, senza contare quelli che invece di proporre soluzioni creano solo problemi.
Il mondo reale sembra essere sempre più disinteressato da quello che succede dentro ai portoni romani, e continua a vivere la sua vita come se niente fosse, magari scrivendo sui social Piove governo ladro!
In realtà quello ogni cittadino è responsabile di quello che succede nel proprio paese e dovrebbe cercare di migliorare le cose, anche se molto spesso ci si lascia prevalere da sconforto e sfiducia generalizzata.
Per fortuna, aggiungerei, esistono artisti che esprimono idee e amano lottare grazie alla propria musica amano portare avanti i propri ideali raccontando sena troppe censure quello che sta succedendo davanti ai nostri occhi.
In questa lista non possono di certo mancare i Ministri che ci hanno voluto raccontare anche con un pizzico di rabbia il loro rapporto con la politica.
Una rappresentazione teatrale e parziale della trama di poteri che attraversa il paese da secoli. Più raramente, quello che dovrebbe essere: poche persone che si danno, anima e corpo, per rappresentare gli altri, le loro idee, i loro bisogni.
Esistono più che altro persone che si credono di sinistra e persone che si credono di destra.
Ci piacerebbe più che altro un governo che ascoltasse più musica.
Più che altro dei problemi, come l’esistenza delle minoranze.
Non come artisti, come lavoratori.
La rabbia in musica diventa energia, non violenza. Ai nostri concerti la gente è felice, non arrabbiata. Ma ne esce più carica di quando era entrata. Il rock può essere sublimazione della rabbia, e lo trovo un processo bellissimo. Perché quella rabbia non scompare, diventa ossigeno.
E se poi si spegne tutto.
No, in loro stesse.
Basta slogan, che è anche un ottimo slogan.
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