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Funeral Party | Indie Tales

“Vivere e morire sul pianeta Terra”: ho deciso di nascere un giorno d’estate, uno di quelli in cui la temperatura è talmente alta che nemmeno una granita ghiacciata, una doccia, ed un climatizzatore impostato a -1 grado possono farti stare meglio. Ho deciso di tornare da dove son venuta un giorno di primavera, uno di quelli in cui splende un sole che ti accarezza il viso, il tepore del vento ti abbraccia.

Tutto è perfetto: l’acqua del mare è tiepida. Mi spoglio. Lascio tutto il resto sulla spiaggia. Solitudine, felicita, rabbia, gratitudine, determinazione sono in buona compagnia dei miei RayBan, le Sneakers: mi osservano da lì, come quando le banchine dei porti si riempivano di amici e parenti pronti a salutare i propri cari verso un viaggio lungo, verso un ignoto pieno di speranza. 

Mi lascio trasportare da quel moto ondoso dolce, malinconico. Sono felice, anche io vago verso l’ignoto. Abbandono finalmente il mio corpo, apro la mente. Mi mescolo con l’acqua, diventiamo un’unica cosa. “Mi sento felice e non capisco, spero solo che nessuno mi abbia visto”. Potevo forse dare altro di me, fare cose, conoscere persone nuove, progettare nuove esperienze, dedicare più tempo a me, comprare una casa, un coniglio di compagnia ed un canarino giallo. 

Attendo il momento in cui il respiro é spento da un’onda. Voglio scrivere la mia lettera d’amore che qualcuno proclamerà durante quello che ho immaginato sia il mio Funeral Party! 

Si, una cazzo di grande festa dove si celebri l’amore ed il bene che ci siamo voluti abbracciandoci, baciandoci, giocando insieme, gridandoci “vaffanculo”. Ai partecipanti sarà vietato indossare  il nero: il dress code sarà quello di una festa hawaiana anche se le casse trasmetteranno una bella playlist Indie! 

Da bere, no acqua ma Gin Tonic o Lemon che sia: dovete divertirvi al pensiero che abbiamo condiviso anche solo uno sguardo, che ci siamo vissuti in carne ed ossa e forse anche con un semplice e veloce pensiero, ma lo abbiamo fatto! 

Nessuna lacrima di dolore, solo sorrisi. 

“Sono vivo e leggero dentro”, quasi quasi vorrei partecipare anche io fisicamente al mio funerale. Ed invece no, vi guarderò da lassù o da qua giù (non mi é chiaro se si salga al cielo stellato o si scenda negli abissi tropicali).

L’onda decisiva sta quasi per avvolgermi, forse ho voglia di vivere ancora un po’. Arranco anche se sono capace di nuotare, mi riprendo. 

Da un lato l’orizzonte: dove vorrei andare adesso? 

Dall’altro la riva: la quasi certezza. 

Da dove ricomincio? Cosa voglio fare? 

Racconto liberamente ispirato al brano Funeral Party di Sick Luke feat Cosmo, Pop X!

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