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Non conosci ancora Leyla El Abiri? “OH NO!”

Leyla El Abiri è un’artista genovese classe 99′ che stava scrivendo il suo primo disco in uno dei momenti più complicati della storia dell’umanità. Beh, senza rifletterci troppo la memoria ricade al periodo del lockdown, quando la vita è stata messa in un congelatore e tutto si è fermato. Adesso è finalmente arrivato il momento di salire sui palchi e ritornare a fare musica, come se non ci fosse altro a cui pensare.

“OH NO!”, è un disco che viene pubblicato a distanza di anni, dato che le tracce sono state scritte 2 anni fa ma sono rimaste sempre attuali perché Leyla è cresciuta, ma in questo modo è riuscita a fare un tuffo nel passato, analizzare i cambiamenti e capire cosa è successo davvero.

Crescere fa paura, ma è un percorso necessario al quale non si può scappare, persino quando il mondo fuori sembra aver deciso di fermarsi.

La pagina che devo voltare
è ora carta affilata, le righe che devo domare mi bloccano i polsi
e ora, hanno i baci contati i nostri giorni rubati

INTERVISTANDO LEYLA EL ABIRI

“OH NO!” è la reazione a cosa?

Il titolo del mio EP riassume lo stupore dello svegliarsi grandi, con tutte le responsabilità e ansie che ne derivano, senza esserlo davvero. Si tratta di canzoni che ho scritto quando avevo 17-18 anni, che è più o meno per tutti il periodo in cui si realizza che è cambiato qualcosa.

I sentimenti è meglio trattenerli o conviene tirare tutto fuori?

Secondo me questa non è una decisione che puoi prendere, anche se si prova a trattenerli in un modo o nell’altro prima o poi si manifestano. Le modalità sono molteplici.

Ci facciamo più male con tutto ciò che non si vede?

Allo stesso modo, dipende dalle situazioni. Spesso viene sottovalutato ciò che non si vede purtroppo la mente umana però è tremendamente intricata.

PH: Rossella Gueli

Amare può essere una forma d’egoismo?

Secondo me amare è la forma di egoismo più comune, si ama per essere amati o anche solo perché il provare affetto ti fa sentire a casa. 

Bisogna arrendersi al fatto che crescere, prima o poi, diventa un processo inevitabile?

Prima o poi bisogna arrendere e alla fine crescere non è neanche così male. Scoprirlo è secondo me la parte più difficile, OH NO! parla di questo.

PH: Rossella Gueli – Giovanni Marini

Come costruiresti la tua comfort zone?

Questa è la domanda che più mi mette in difficoltà, sono perennemente alla ricerca di una comfort zone che non mi faccia sentire scomoda dopo 5 minuti. La cosa più sicura è che ogni volta parto dall’amore, da chi o cosa mi fa stare bene sempre e comunque, nonostante tutto. 

Questo tuo nuovo disco che istinti ti ha fatto scoprire?

Ho concluso questo disco nel 2020 in realtà, è stato fermo 2 anni per diverse ragioni quindi è come se lo avessi scoperto all’epoca e riscoperto oggi. Io purtroppo sono molto esigente, chiedo tanto a me stessa e ho sempre fame di migliorare, fare un passo sempre più in là che detto così non sembra essere un difetto ma mi porta spesso a non fermarmi mai a guardare i traguardi raggiunti. Questa uscita mi ha “obbligata” a farlo, mi ha permesso di guardare la me del 2020, apprezzare quello che sono riuscita a fare sempre tenendo presente di quello che so e posso fare ora. Sono grata per questo.

Nicolò Granone

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