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JESS: “Alle donne che scrivono testi e musica e che producono musica di qualità” | Indie Talks

“Non fare la femminuccia”, “lascia stare sono cose da maschi”, “ah, si ha successo solo perché è bella”, “è troppo scollata”, “è vestita da suora” e l’elenco, purtroppo, potrebbe continuare all’infinito. Tante, troppe, volte a qualsiasi donna è capitato di sentirsi dire una o più di queste frasi, ma le discriminazioni non si fermano al linguaggio. 

Paghe diverse e più basse, la convinzione che una donna può solo essere da spalla a uomini potenti o la pressione sociale di dover necessariamente volere dei figli, come se poi non ci fossero ripercussioni assurde sul mondo del lavoro. 

Anche nel mondo dello spettacolo la strada per le donne risulta in salita, molto più che per un qualsiasi artista uomo. Vittime costanti di bodyshaming, slut shaming e considerate quasi di più per le questioni di gossip, piuttosto che per il talento o per il percorso. 

Abbiamo fatto una chiacchierata con JESS, che con il suo ultimo pezzo “Lady” pone proprio l’accento su questo tema molto attuale, quello del ruolo della donna e delle aspettative che si hanno nei suoi confronti.

JESS X INDIE TALKS

Ciao Jess, Benvenuta su Indie Mag! Il tuo ultimo pezzo “Lady” pone l’accento su un tema molto attuale, quello del ruolo della donna. Come è nato il brano?

È nato una mattina in una camera d’albergo ed è stato il frutto di una riflessione su quanto avvertissi sempre un passo indietro il ruolo della donna in generale, ma anche a livello personale.

Pensi che le donne facciano più fatica nella scena musicale? Se si, perché?

Assolutamente si, è un ambiente votato al maschilismo, dove la figura della donna si apre a soli due canali espressivi: cantautrice impegnata o interprete sexy.

Quali sono le effettive difficoltà che si trovano a fronteggiare?

È molto difficile portare avanti la propria identità artistica senza ricadere nei due cliché sopra citati e liberarsi delle etichette.

Le discriminazioni sono, purtroppo, all’ordine del giorno. Cosa ci puoi dire della tua esperienza, nello specifico lavorando in questo settore?

Personalmente l’esperienza più negativa che sto riscontrando è nel cercare una figura manageriale che mi rappresenti. In più occasioni mi è stato detto: “non posso rappresentarti, perché sei una donna e per le donne è più difficile portare avanti i progetti ed è più difficile che un’artista donna si realizzi”. È davvero avvilente dover combattere quotidianamente contro il pregiudizio di questo ambiente attraverso i traguardi e le conquiste che spesso noi donne ci troviamo a raggiungere da sole, senza l’aiuto di nessuno.

Quali sono i prossimi passi da affrontare per arrivare a eliminare la disparità tra sessi?

Fare musica bella, dimostrando che anche le donne scrivono testi e musica, producono. Questo è l’unica cosa che posso dire dal mio punto di vista. Noi artiste possiamo fare questo, collaborare tra noi, scrivere insieme, allearci e farci sentire sempre di più.

Che consigli daresti alle giovani donne/ragazze che vogliono affacciarsi al mondo dello spettacolo?

È un ambiente e un lavoro che lascia pochissimo spazio a tutto il resto. Consiglierei di rimanere centrate sulla vita e sulle cose importanti, mentre si cerca di realizzarsi lavorativamente e artisticamente.

Cosa c’è nel futuro di JESS? Sia nella musica che a teatro, essendo tu attualmente anche in scena con lo spettacolo “Una volta nella vita (Once)”?

Tante canzoni che ho già scritto, canzoni che scriverò e teatro. Ho intenzione di portare avanti entrambe le cose, visto che ho potuto constatare sulla mia pelle che è possibile.

Tre pezzi, cantati da donne, che consiglieresti e che ti hanno segnato nel tuo percorso artistico?

This is a men’s world – cantata da Christina Aguilera
God is a woman – Ariana Grande
Respect – Aretha Franklin

Sara Pederzoli

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