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Sette minuti di calma: “RUMORE BIANCO” dei Frenèsya | Intervista

Sono tre le canzoni che compongono “RUMORE BIANCO” nuovo ep dei Frenèsya.

Il progetto, tra le influenze più disparate – che passano dal pop, dalla drill e dall’R&B – rappresenta la prima parte del percorso musicale dei fratelli romani.

In un mondo caotico e pieno di rumore, i Frenèsya trovano la pace passando per il silenzio. Un rumore bianco “che mi guarirà”. Un rumore bianco che ci fa ripartire più forti di prima.

INTERVISTA AI FRENÈSYA

Ciao FRENÈSYA! “Rumore bianco”, la prima parte del vostro ep di tre tracce è finalmente uscito. Partirei proprio dal concetto di base: un rumore bianco contiene tutte le frequenze nella stessa identica misura. Come è nato il pezzo che dà il titolo all’ep?

RUMORE BIANCO è una canzone liberatoria che vuole trasmettere energia. È nata la scorsa estate in un periodo finalmente più leggero per noi. Avevamo in testa una melodia molto incisiva, così una sera appena rientrati in casa abbiamo iniziato a lavorarci su. Il concept della canzone (che dopo si è esteso fino a dare il nome all’ep) è basato su quest’immagine del rumore bianco, ossia un suono che provoca un effetto calmante. Quindi accostiamo questa sensazione, a quella che si prova quando si entra in una vibe da cui non si vorrebbe più uscire e si trova una persona con cui condividerla. E il sound con influenze drum&bass, a cui siamo molto appassionati, era quello giusto per trasmettere l’energia del pezzo.

Nell’intro dite: “Respiriamo senza fiato ma sentiamo la frenesia”. Sembra qualcosa che non vi manca mai e, anzi, lo avete scelto come nome.

Sì, la frenesia è il motore del nostro duo e della nostra musica. Siamo fratelli, quindi uniti da un legame di sangue che ci rende molto affini. Però c’è qualcosa in più, perché nella nostra famiglia nessuno è musicista, eppure siamo entrambi nati con questa forte attrazione per la musica. È davvero come un fuoco che ci brucia dentro e che ci accomuna da sempre inspiegabilmente. Quindi sì, respiriamo anche senza fiato ma non ci fermeremo mai finché dentro di noi sentiremo tutto ciò. Ecco perché FRENÈSYA ci sembrava il nome perfetto per il nostro duo.

Le influenze elettroniche sono importanti in “Rumore bianco” e diventano il fil rouge sonoro di tutto il progetto. Parliamo dell’aspetto musicale dell’ep.

Ci è sempre piaciuto sperimentare, ma soprattutto in questo EP abbiamo spaziato tanto tra diversi stili musicali grazie a un grande lavoro di ricerca per creare un sound coerente che legasse tutte le canzoni dell’EP. Abbiamo quindi portato qui dentro influenze dall’r&b, alla drill, fino alla dance, drum&bass, e afro beat. Insomma ci siamo divertiti parecchio.

Questo è un primo step di un progetto più grande che porta il nome di Frenèsya. Guardando “Rumore bianco” oggi potete dirvi soddisfatti di questo passo?

Molto. Abbiamo aspettato un po’ prima di fare questo passo, cioè prima di pubblicare questo Ep che è un primo figlio per noi. Questo perchè volevamo curare ogni aspetto nel dettaglio per rendere al meglio l’immaginario di questo progetto dal punto di vista musicale, visivo, estetico e performativo. Infatti presto ci saranno molte sorprese e novità che completeranno questo viaggio.

E se guardiamo avanti? Quali sono i piani dopo “Rumore bianco”?

Dopo RUMORE BIANCO si completerà appunto questo viaggio fatto di contrasti, di luci ed ombre, con l’uscita della seconda parte dell’Ep nel mese di giugno. Nel mentre abbiamo in programma dei bellissimi live per portare finalmente in giro l’Ep durante l’estate, e non vediamo l’ora.

Non sono molte le band formate da fratelli. Per voi com’è?

Il fatto che siamo fratelli spesso stupisce, perché non ci si aspetta un rapporto così stretto e “pacifico” tra due fratelli. Eppure noi siamo davvero uniti. Anche se diversi in svariate cose, siamo complementari sia umanamente che musicalmente. Forse in fondo è proprio la musica la chiave del nostro legame, e viceversa è proprio il nostro legame di sangue a renderci così affini musicalmente.

ASCOLTA I FRENÈSYA NELLA PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAGAZINE

Benedetta Fedel

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