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Birthh:” Vivo la libertà senza fiato” | Indie Talks

“Senza fiato” oltre a essere il primo disco in italiano per Birthh è stato un salto verso una nuova dimensione di se stessa, verso un modo diverso d’interpretare la realtà cercando, allo stesso tempo di viverla e comprenderla.

Queste canzoni inserite nell’album hanno varie sfumature, tutte però legate all’idea di sentire evitando  di rendere l’emozioni qualcosa di standard o disinfettate dal loro significato. Ogni cosa deve essere percepita per com’è e per come sembra, anche a costo di sentire dolore, paura o rimarne ingarbugliati dentro.

Sentire e poi capire, gettando spesso il cuore oltre l’ostacolo, lasciando spazio alla libertà senza accettare il giudizio. Birthh butta fuori i suoi pensieri e sensazioni in maniera vemente e naturale, arrivando a emozionare e colpire la staticità dell’ascoltatore. Si entra dentro le canzoni e ai diversi mood, senza volere accettare una verità preimpostata.

Per Alice questo lavoro rappresenta:” La caotica, disperata, incessante corsa verso il futuro, verso qualche certezza su cui potermi appoggiare, qualcosa che la mia generazione sente sempre più lontana da sé. E mentre corro attraverso continenti, rumori, colori, asfalto duro e giardini delicatissimi, ancora mi emoziono quando guardo un tramonto; rimango coi polmoni pieni di gratitudine per questa enorme microscopica esistenza che ha così tanta bellezza dentro di sé, da lasciarmi senza fiato.”

BIRTHH X INDIE TALKS

Senza fiato è associato alla sensazione di respirare la libertà?

“SENZA FIATO” è associato a tante cose, mi piace che sia un’espressione dai mille significati, spesso anche agli antipodi. C’è dentro l’ansia, il correre, l’annaspare di questi tempi storici, ma anche tutti i tramonti che mi sono fermata a guardare nella mia vita.

Credi nella sincerità del caos?

Assolutamente sì.

Quanto è importante difendere la propria identità nella società di massa?

Moltissimo, semplicemente perché penso che essendo noi stessi (e in pace con noi stessi) possiamo stare meglio anche con gli altri. 

Scegliere però può essere anche un modo per esplorare il proprio inferno personale?

L’inferno personale penso che si viva indipendentemente da ciò che vogliamo, è nella natura umana, esplorarlo e cercare di comprenderlo però sicuramente è una scelta.

PH: Tommaso Biagetti

Sei riuscita a trovare una distanza tra il tuo periodo negli Stati Uniti e  la tua vita italiana?

No, entrambi sono due fuochi ancora molto vivi e accesi dentro di me. Si incontrano e scontrano spesso.

Hai mai subito la sindrome dell’impostore?

Sempre. Non è facile liberarsene.

Si può ballare con il mondo che brucia?

Io penso di sì, penso sia importante toccare con mano e ricordarci per che cosa valga la pena lottare. 

L’idea del sognare è un atto di rivoluzione?

Non lo so, ma mettere in pratica i propri sogni lo è sicuramente.

PH: Jeff Harris

 

Nicolò Granone

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