New Indie Italia Music Week #160

Dai, fai presto! Io qui non resisto più. Quello che preferisco è una italo-disco. E scusami se insisto, ma ho un’estate da vivere, un tatuaggio da rifare perché non mi piace più, tanti calci di rigore da sbagliare, un festino al bar da organizzare…dimenticavo, devo suonare prima dei Coldplay.

Sì, ho un po’ di ansia che mi sale ma io mi fido di te, più dei miei genitori, più dei deejay.

Balliamo al passo dei Righeira, perdiamoci nella notte alla ricerca di una nuova colonna sonora per sopravvivere all’estate.

Scopri i migliori brani nell’ultimo numero della stagione di New Indie Italia Music Week, fai scorta di buona musica.

Ci si rivede a Settembre con tanti nuovi brani da ascoltare!

I RAGAZZI STANNO BENE (ALBUM)

“Sei ancora nei guai, come l’ultima volta” (“Terra promessa”) il collettivo Dirty Söcks presenta il nuovo album “I ragazzi stanno bene” e tra atmosfere dream pop e sperimentazioni elettroniche e multietniche, ci racconta di sentimenti e quotidianità.

Le barre incalzanti di “Bambino neviskio” ci portano a chiedere perdono per quello che abbiamo fatto, ma non per quello che siamo, cerchiamo redenzione e allo stesso tempo rimaniamo noi stessi. “Io pensavo fosse puro quel rapporto di merda, invece era solo un bel rapporto di merda” (“Voci di corridoio”) il collettivo analizza tutte le sfaccettature emotive dei suoi componenti e ci trasporta in un viaggio attraverso l’esorcizzazione di tutto ciò che ci fa rispondere “tutto male” a chi ci chiede come va. Prima o poi, riusciremo a rispondere “tutto bene” credendoci davvero, l’importante è ricordarsi di non essere mai cattivi.

(Margherita Ciandrini)

Dirty Söcks: 8.5

TLN

Il rapper Sonomole ci offre un sound raggeton con “TLN” e ci porta dentro una storia di passione turbolenta, una notte e forse mai più, ma che ci rimarrà dentro per sempre.
Non abbiamo più freni, ci sentiamo totalmente svuotati da ogni senso morale e riusciamo solamente a pensare e vedere la persona che vorremmo fare nostra, è una danza di sguardi e di porzioni di pelle nuda sfiorata, e dove ci si tocca si lascia una scia bollente che ci porta a desiderare ancora più contatto, più vicinanza, più amore.
“Baby l’effetto che mi fai, come un vortice impazzito” siamo totalmente soggiogati dal viso di chi sta ballando davanti a noi, e non possiamo fare altro che continuare a ballare questo tango infinito che prima o poi finirà dietro una porta chiusa.

(Margherita Ciandrini)

Sonomole: 8

Vasto blu

Il dream pop di Oratio e A.Romano, unito ad un synth anni ’80 ci fa chiudere gli occhi e scomparire in fondo al mare con “Vasto blu”.
Febbre d’amore, è quando viene descritto all’interno del brano che ci fa inseguire sogni a cui non crediamo, ma fino a che li seguiamo insieme, possiamo farlo all’infinito, anche con gli occhi chiusi. Quando li riapriremo saremo sempre fermi sullo stesso punto, ma saremo insieme. “Preferisco un bel Forever a un mai più” nuotiamo in quest’acqua che si fa sempre più profonda, ci trattiene e ci blocca, fino a che non riusciamo più a vedere la spiaggia e allora lo sappiamo: è il momento di lasciarsi trascinare dalla corrente e sperare, un giorno, di poter dire che “è tutto ok”.
(Margherita Ciandrini)

Oratio, A.Romano: 8

Che caldo

Che caldo è il nuovo singolo di ELASI insieme al musicista, producer e Dj francese Anoraak.

Dopo l’anno ricco di live e dj set, residenze artistiche e collaborazioni creative che ha seguito l’uscita del suo ultimo Ep OASI ELASI, la cantautrice, compositrice e producer torna con una canzone che ci fa esplorare una nuova sfaccettatura del suo caleidoscopico universo sonoro, in continuo movimento ed evoluzione.

Che Caldo ci immerge in un’atmosfera estiva glamour e malinconica, e si muove elegantemente tra luci strobo velate di nostalgia, glitter e rooftop.

La produzione di Anoraak mescola la nu disco di cui è maestro – e che gli ha fatto collezionare milioni di ascolti e fan in tutto il mondo – a qualche ispirazione moroderiana e alla disco italiana. Sui suoi beat, ELASI ha fatto fiorire la melodia e il testo del brano con straordinaria naturalezza, disegnando un universo seducente e divertente, da danzare nelle sere di luglio a bordo piscina per dimenticare le delusioni e trovare nuove illusioni.

Elasi, Anoorak: 8

 

A poco a poco

Dopo il periodo di tour ecco che Laurino ritorna a ridosso delle vacanze estive con un brano che più che farci ballare ci ricorda che quando possiamo, dovremmo riuscire a dedicare più tempo a noi stessi. “A poco a poco” nasce da un momento di riflessione e di guarigione, dice l’artista veronese, un singolo che si sente sia nato con cura, con attenzione, come quella che spesso dimentichiamo di dedicarci.

(Ilaria Rapa)

Laurino: 8

 

Testa in giù

“Me ne vado perché ti amo e non ne posso più”, non mi va di “svegliarmi sempre a testa in giù”. Perché le emozioni sono una montagna russa che non sai sopportare perché quella relazione è complessa e volete cose diverse. Perché la bellezza di stare insieme equivale ai momenti di paranoia. E allora a volte è meglio finirla prima che diventi insopportabile.
Tenth Sky si fa accompagnare da una buona produzione di Golden Years, che impreziosisce il brano dalle sonorità in maggiore. Tenth Sky sceglie le melodie migliori, che sembrano prendere spunto dal Bunker 44, per farne qualcosa di personale e divertente, per un’estate spensierata in cui è bello amare sì, anche se non ci si diverte più.

(Lorenzo Ottanelli)

Tenth Sky: 7,5

 

vecchio spettro

C’è il vuoto che è uno spettro, che ritorna incessantemente. È come un vecchio compagno, che a volte non si riesce a riconoscere e che devi accettare, fino a che la sua ombra non diventa la tua. Chakra racconta la difficoltà di vivere nel vuoto, di accettarlo, di farne la tua casa per poterlo superare, accogliere e viverlo a pieno, per poi raccontarlo. Un’armatura per fronteggiarlo, una scatola in cui proteggerlo.
Chakra ritorna con una canzone che ha un bel campionamento, tale da far rimanere in testa il jingle in un secondo. La produzione di Chakra e di Daniele Lusin migliorano il brano, accostando perfettamente gli strumenti e il digitale alla voce.

(Lorenzo Ottanelli)

Chakra: 7

 

Elisir

“elisir” è il nuovo singolo di ZAGARA. Con questo brano, il cantautore siciliano, continua il percorso artistico di ZAGARA dopo l’esordio con “Libidine”, e ci catapulta nel mezzo di una discussione tra due amanti che si ritrovano a dover fare una scelta importante: elisir è una ribadita dichiarazione d’amore che ha l’intenzione di sconfiggere le paure, rassicurandosi e incoraggiandosi reciprocamente per raggiungere un obiettivo condiviso e consolidando così il rapporto di coppia.

Zagara: 7.5

 

Loser

Un brano up-tempo divertente, scanzonato, con tanta voglia di prendere in giro e intrattenere. Tra fare statue e chiamare piccioni, tra limonare e non farsi chiamare bitch, tra loser e winner c’è Caro Wow, che insieme a See Maw ci portano in una canzone che ha tanto, ma veramente tanto, sound 2023.
Già la copertina è un inno all’estate, tra colori glow pink, in un campo da tennis, ma diremmo che forse è più di moda il padel però con i palloncini. Tra suoni digitali e registrazioni vocali che intermezzano, Loser è una giostra che non si ferma per un tormentone che viaggia tra le spiagge di un’Italia al mare.

(Lorenzo Ottanelli)

Caro Wow: 7,5

 

Le parole giuste

In città non c’è mai niente da fare ed è sempre colpa dei giovani che fanno tutto per cambiare. La band LINGUE torna sulle scene con un brano autoprodotto che sfida l’insofferenza , accentuando e accettando un malessere generazionale, legato a noia e distrazione. La soglia dell’attenzione si sta facendo sempre più fragile, ma la cosa paradossale e che sta diventando troppo facile perdere la concentrazione senza alcun motivo.

Il mondo sta accettando di entrare in una spirale decadente e i protagonisti di queste storie invece di lottare contro un finale già scritto, per modificare la percezione della realtà, preferiscono rimanere immobili, fare finta di nulla e accettare compromessi sbagliati, porgendo l’altra guancia a pessimismo e frustrazione.

Le parole giuste sono quelle da non dire.

(Nicolò Granone)

Lingue: 8

 

Il diavolo non deve sapere

Il diavolo non deve sapere che quello che provo per te non è più come una volta, altrimenti mi verrà a cercare. Non devo lasciarmi corrompere dalle tentazioni, dalle scelte sbagliate, dai facili errori e dalla malinconia per qualcosa che non esiste o forse ho sempre imparato a sognare senza motivo.

Tu prenditi cura dei miei guai, stammi vicino quando le cose non vanno come vorremmo e stringimi forte proprio in quei momenti lì perché ne ho davvero bisogno.

La nuova canzone di Wrongonyou scava dentro le debolezze dell’animo umano, indaga sulla corruttibilità dei sentimenti, arrivando alla conclusione che amore e peccato sono la stessa cosa.

(Nicolò Granone)

Wrongonyou: 7

 

Al museo egizio

Al museo egizio, il nuovo brano di ARRIGO, parla di dinamiche familiari in una giornata da turisti. Ci sono obblighi da rispettare per salvaguardare il buon costume, la morale c’impone di essere sempre simpatici, gentili e cordiali anche se ci siamo svegliati in una giornata storta. Se da una parte si potrebbe cristallizzare il tempo, il mondo ci spinge ad andare sempre veloci, a inseguire dei modelli perfetti solo all’apparenza, per non rischiare di autoescludersi da istinti sociali costruiti su misura.

ARRIGO riscopre l’idea del vecchio indie, quello che non deve per forza passare in radio per funzionare, romantico e un po’ disagiato, mettendosi lì a cantare una canzone sincera all’apparenza allegra, solamente perché il dolore è ben nascosto. Ecco in questi tempi moderni siamo obbligati a inseguire la felicità, il problema che molto spesso non abbiamo le abilità per riconoscerla.

E comunque quello che oggi ti fa stare bene, domani potrebbe essere la causa di ogni problema.

(Nicolò Granone)

ARRIGO: 7,5

 

Come volevi essere

Lamante è il progetto musicale di Giorgia Pietribiasi, classe 99, nata e cresciuta nella città di Schio (VI).

Lamante, nonostante la sua giovane età, ha vissuto una vita fuori dal comune, che l’ha portata a vivere presto da sola e a suonare, scrivere musica e documentare la sua vita, fin da giovanissima.
Artista dalla potente forza espressiva e comunicativa, Giorgia suona svariati strumenti e si esprime, oltre che con la musica, anche con arti visive come la fotografia e la pittura. Con il brano “L’Ultimo Piano” è stata tra i vinitori della 34a edizione di Musicultura Festival, nella quale ha conquistato il premio Nuovo Imaie.

“Come volevi essere”, ripercorre la domanda esistenziale che ogni individuo si pone: la canzone descrive un momento particolare della vita di Lamante, quando il primo anno di pandemia viene sfrattata, licenziata e si ritira dall’università, tornando a vivere nel profondo Veneto. In quei mesi difficili ma fondamentali per la sua crescita artistica, Giorgia girovaga nella penombra della provincia, dietro a capannoni abbandonati, segno di un’industrializzazione fallita, trovandosi furtivamente la sera con gli amici di un tempo con la solita domanda che aleggia nell’aria: “come volevi essere se”?

Il suono de Lamante vacilla tra il folklore del nord e l’entroterra dell’Africa più nera, riuscendo a far combaciare i suoni dei due lontani emisferi. La sua voce è scura, secca e tagliente come le donne contadine della sua famiglia. Non è un caso che Giorgia, infatti, ami ripercorrere le sue origini e la memoria famigliare con la sua voce.

Nei suoi testi e nella sua visione artistica c’è la volontà di rendere gli eventi della sua memoria (e a volte anche di una memoria più collettiva): miti eroici, fotografie di un’eredità umana, testi visuali e descrittivi di un’atmosfera, che in molti definirebbero “tribale matriarcale”.

LAMANTE: 8

 

Tutti questi colori (Album)

Cantautore, musicista e producer nato a Foggia e milanese d’adozione, dopo aver coinvolto il suo pubblico in diverse serate live a metà tra musica ed entertainment e dopo il ritorno con i singoli “WOW!”, “Guarda Che Cielo” e “Cristallo”, DIORAMA annuncia il suo nuovo ep “Tutti Questi Colori”.

“Tutti Questi Colori” è un piccolo compendio di tutto ciò che della vita ci fa emozionare, tutti i momenti più luminosi, le paure più scure e gli umori cangianti. Rappresenta ogni parola che ci fa piangere di gioia, sorridere di nostalgia o ci rende vulnerabili. Il contrasto è

l’elemento fondamentale, tipico dei sentimenti forti. Questo antagonismo emerge nel paragone tra un sound gioioso, che intima a guardare avanti senza perdere la speranza, e testi che traggono invece ispirazione da momenti particolarmente sfidanti per l’artista. In ogni pezzo si incontrano quindi forza e fragilità, che risultano legate a doppio filo.

Diorama: 7.5

 

Oro

Tra i più promettenti talenti dell’urban pop italiano, l’artista italo-venezuelano da oltre 45 milioni di stream, dimostra anche in “Oro” di essere capace di trasformare in qualcosa di prezioso tutto quello che tocca, come il re mitologico omonimo. Dopo “Casa”, brano con cui ha ripercorso i ricordi della sua infanzia attraverso l’immagine di un bambino che cambia paese, “Fuori Posto”, nel quale affronta la sensazione di spaesamento tipica di chi si ritrova in un nuovo contesto, dopo diversi milioni di streams e un brano – Ricordami di scordarti – certificato Disco D’Oro, si aggiunge anche “Oro” alla crescente collezione di successi di Mida.

“Oro” è la perfetta espressione dello stile urban di Mida, un brano che entra immediatamente in testa grazie all’energia trascinante del ritornello e all’immediatezza del testo, che attinge con freschezza alle diverse sfumature del linguaggio pop per parlare di un amore che ha il potere di far splendere e brillare tutto ciò che tocca:

Mida: 7