New Indie Italia Music Week #162

Cosa c’è di meglio di iniziare una nuova stagione dell’anno facendo incetta di buona musica? Come la fauna che si appresta ad affrontare il letargo, anche noi, corriamo ai ripari creando scorte di emozioni e di colonne sonore che possano tenerci al caldo anche nei giorni più freddi, stringendo i denti e il cuore in attesa di una nuova estate.

New Indie Italia Music Week è qui per te, pronto a consigliarti i migliori brani “Indie Italia” della settimana!

Canzoncina

“Tipo che non c’ha i denti/ma un bicchiere di vino/ e accenna un sorriso/anche senza incisivo”. Questo passo, insieme al ritornello beffardo e il beat pop/dance potrebbe già bastare come cazzotto, che di incisivo ne farebbe saltare un altro.

Nel secondo singolo legato al podcast Showtime, Margherita è ironica senza ricorrere a sottotesti, perché quello che ci dice fingiamo solo di non saperlo. Quindi si interroga insieme a noi sul perché l’umano sia fatto (o diventato) così, sul perché preferisce cantarsi una canzoncina dentro la bolla che si è costruito. Un rifugio che si farà sempre più stretto e fragile ma che dovrà resistere anche quando all’esterno non esisterà più niente.

(Stefano Giannetti)

Margherita Vicario: 8,5

 

In my mind we’re all insane

Forse il miglioramento di noi stessi deve avvenire per mezzo della consapevolezza riguardo la nostra follia? Di essere dei perdenti, ma non perduti? E se quelli che dicono di conoscere una strada da seguire, in realtà ignorano che la stanno solo immaginando (“people chase stars and papers/and some say that they love Jesus”)? Forse la strada va solo costruita mentre si cammina. Ma è solo l’ennesima domanda, non ci sarà mai una risposta; quindi, continueremo a sentirci a volte tutti pazzi, a volte sempre meglio.

E come rendere l’idea di questo caos perenne, se non con un ritmo esplosivo tra l’alternative rock e la musica dance che fa sbandare la testa e la rimette in carreggiata subito dopo, per poi scuoterla di nuovo?

(Stefano Giannetti)

Kate Klein: 7,5

 

Open to Meraviglia

Avete presente una delle campagne promozionali per la diffusione della cultura nel nostro Paese che è stata criticata fin dal principio? Bene, se poteste immaginare una colonna sonora di tutto questo sarebbe proprio “Open to meraviglia”, il nuovo singolo di una delle band più stravaganti che esistono al momento. Il titolo non lascia spazio a fraintendimenti: c’è da meravigliarsi sì, ma dell’abilità con cui Le canzoni giuste hanno saputo creare dei crossover tra citazioni politiche e musicali in modo equilibratamente folle!

(Ilaria Rapa)

Le Canzoni Giuste: 7,5

 

Panico Mentale – EP

Titolo emblematico per quelli della nostra generazione, “Panico Mentale” è il nuovo EP di Adriano, un disco questo che, come si può intuire, racconta di uno stato psicosomatico in cui un po’ tutti possono immedesimarsi. “Panico Mentale” nasce, come è giusto che sia, da una mancanza, quella della persona che fino a quel momento è stata al proprio fianco tutti i giorni e che invece, adesso, sbiadisce come una fotografia vecchia e abbandonata in fondo ad un cassetto. Il tutto è impreziosito però dalla ricerca musicale dal funky e alle sonorità anni Settanta, che sono per l’autore siciliano un bollino di garanzia.

(Ilaria Rapa)

Adriano: 8

 

 

Febbre

Sembra davvero di camminare, correre e giocare in una sera nebbiosa d’autunno. È l’inizio di un dolce crepuscolo, di una febbriciattola da cambio stagione, un cambiamento di cui si ha paura ma non fino in fondo (“mi ci abituerò/io che mi abituo a tutto quanto quello che non ho”). Perché crescendo si può maturare la capacità di adattarsi e di trasformarsi, come Cecilia vuole dirci nell’EP intitolato “555” (che è anche un numero simbolico della trasformazione), anticipato da questo brano. La nebbia che “fa sembrare tutto una carezza” diventa la culla di uno status quo che potrebbe essere perso col suo diradarsi, allora l’oggetto dei desideri diventa la leggerezza, il lasciarsi andare senza affannarsi per tenersi stretto qualcosa. È una danza in un limbo, e prima e dopo questo limbo ci sono stati e ci saranno sempre solo dei cicli, che fanno cambiare pelle.

(Stefano Giannetti)

Cecilia: 8

 

Internet

La nostalgia dei Soft Boys Club ci colpisce nel loro singolo d’esordio “Internet”, e ci ritroviamo dentro musicalità pop punk anni 2000 fatte di chitarre prepotenti e batterie protagoniste.
Rappresentante dei Millennials, il trio ci racconta attraverso una voce distorta la difficoltà ad adattarsi in un mondo che dà peso solamente alle apparenze, alla vita dei social dove sembra che vada tutto bene, ma quella non è la verità, è solo un mondo creato per ingannare gli altri, di cui tutti facciamo parte.
E allora, se non riusciamo ad essere veri noi, come possiamo pretendere di pensare che siano vero le cose che succedono attorno a noi, che leggiamo su internet? Impossibile.
Possiamo solo aggrapparci alle nostre sicurezze, senza dimenticarle mai.

(Margherita Ciandrini)

Soft Boys Club: 8

 

Feroce

Livrizzi torna, sempre accompagnato dalla produzione di Kaizèn, con un singolo malinconico da fine dell’estate in un grande città, quando tutte le facce stanche ritornano dalle vacanze, ognuno con la sua perdita, che sia l’amore estivo o anche solo la serenità di aver respirato per un attimo l’aria pulita.
Ritorniamo tra la frenesia della nostra vita, con le scadenze sulle nostre teste che scorrono come un countdown, e guardando fuori dalla finestra riusciamo solo a vedere grattacieli e lavori in corso e allora chiudiamo gli occhi e sogniamo spazi verdi sconfinati, per tranquillizzarci.
Livrizzi ci descrive questa sensazione di mancanza di respiro in un modo così deciso che anche solo ascoltando il brano un po’ di ossigeno lo perdiamo.

(Margherita Ciandrini)

Livrizzi, Kaizèn: 8

 

Eterociclo Vol.I (Album)

“Nulla dura per sempre, neanche questo dolore” (“Effimere conquiste”).

La band alternative rock Sanlevigo raccoglie i suoi inediti dall’inizio della sua carriera ad oggi e li riunisce in “Eterociclo Vol.I” legando tra loro paure, conquiste, dipendenze, sofferenze, umanità.
Numerose sono le collaborazioni all’interno dell’EP, la prima con lecoseimportanti in “Effimere conquiste”, che ci ricorda come la nostra vita sia caratterizzata da punti di partenza più che di arrivo, “L’evasione, il ritorno” insieme a Daniele Montesi aumenta la sperimentazione musicale che contraddistingue la band e ci lascia scivolare all’interno di tutto ciò che ci crea dipendenza e noi, senza difese, rimaniamo in un limbo di agonia.

“Annegare nel tempo” con Atlante ci spiega che le domande che ora ci poniamo sono inutili, dobbiamo lasciare scivolare ciò a cui non possiamo trovare risposta in fondo al nostro cervello, in balia del tempo, che prima o poi ingloberà queste domande fino a farle sparire e mentre “Labile” ci risolleva musicalmente e ci affossa durante l’ascolto: quante volte abbiamo provato a dare il meglio di noi ma abbiamo fallito, nelle relazioni come nei sogni? E abbiamo solo sperato che prima o poi “Schiarirà il cielo”, per E il far ritornare il sole dopo la notte più nera.

(Margherita Ciandrini)’

Sanlevigo: 9

 

Amsterdam

Amsterdam è un luogo nel quale è facile perdersi, ma anche ritrovarsi. Staccare il cervello, camminare osservando i canali e cercare di trovare un senso alla confusione.
Guasto s’immerge nel mood vacanza, con la speranza di fare i conti con la propria vita, in modo da ritornare alla vita di tutti i giorni con un focus dedicato non più al passato, ma rivolto verso il futuro.

Ogni tanto è necessario trovare il tempo per resettarsi, sistemare alcuni algoritmi della nostra anima prima di riscoprire la routine del quotidiano e Guasto con il suo nuovo brano ce lo ricorda.

(Nicoló Granone)

Guasto: 7

 

Il Mostro

“C’è un mostro sotto al mio letto, e l’altra notte si è rivolto a me.”

Coscienza, ragione, cultura, emozioni, essenza e desideri sono tutte sfaccettature presenti all’interno del nostro corpo.
NODONORD sente l’esigenza di ribellarsi a preconcetti, molto spesso accettati quasi per osmosi, ma forse non coerenti con quello che si ritiene di essere.
Il mostro all’apparenza sono gli altri, perché è più facile attaccare che puntare il dito contro noi stessi.

La fragilità emotiva è un tema complicato di cui parlare, NODONORD però dimostra che con la giusta base, anche un discorso difficile può diventare un pretesto per alzare il volume e liberarsi dai traumi.

(Nicoló Granone)

NODONORD: 8

 

Ventitré

La malinconia di Lisbona è una danza tribale elettronica dal titolo “Ventitrè”.
Molto spesso capita di rimanere ingarbugliati dentro pensieri e sabbie mobili di emozioni che confondono e soffocano. Accettare ogni errore diventa complicato, anzi ripensare al passato può suscitare rabbia e non comprensione.

Non bisognerebbe focalizzarsi sul trauma di un addio o la fine di un amicizia, sarebbe più produttivo cercare di capirsi e scoprire le proprie debolezze in modo da avere un confronto e non una resa. La musica in questo caso diventa un mare nel quale sprofondare per tornare a respirare a pieni polmoni.

(Nicolò Granone)

Lisbona: 7

 

Radical

Un amore tossico, raccontato con il filtro della GenZ, quella bolognese, delle birrette e le borse di tela, dove l’artista, con un linguaggio estremamente fresco, riesce a parlare direttamente a chiunque ascolti il pezzo. Questo è “Radical”, una canzone di Giuse che in qualche modo è anche nostra, mia e di chi sta leggendo.
Alla fine è un po’ questo il bello della musica, pensare che tutti in qualche modo stiamo vivendo la stessa vita, a 18, 25, o 30 anni e che i problemi di una generazione intera, se condivisi, sono un po’ meno difficili da affrontare.

Tra insonnia e serate finite male, tra un bacio e il paracetamolo, alcuni addi sono più arrivederci, i famosi giri immensi che già cantava qualcuno.
(Sara Pederzoli)

Giuse the Lizia: 9

 

Vermi

“Vermi” è l’ultimo esperimento di Mob, un omaggio al brano di Frankie hi-nrg che ha un quarto di secolo, ovvero “Quelli che benpensano”. Al suo fianco ha chiamato anche WIllie Peyote oltre a Frankie, e insieme lottano contro apparenza, egoismo e superficialità, un loop da cui al giorno d’oggi la società è sempre più inserita, e sempre più cieca possiamo dire.

I vermi, metaforicamente, sono proprio passato, coscienza, desideri e paure, che strisciano e si insinuano dentro di noi. Come dei parassiti da estirpare. Un brano di reazione, che si rivolge senza filtri direttamente a chi ascolta e risulta a tratti crudo, ma come crude sono tutte quelle epidemie sociali che siamo costretti a vivere.

(Sara Pederzoli)

Mobrici, Frankie hi-nrg, Willie Peyote: 8,5

 

Specchio

Guardarsi allo specchio per analizzarsi e capirsi. Ma anche mostrarsi, aprirsi – perché senza gli altri siamo soli e il freddo che sentiamo è dentro, non serve cercare una felpa, “una Stussy”. A stare soli si mettono anche a punto i pensieri e parlarne con gli altri, nella metafora dello svestirsi, è sinonimo di cambiamento. Per questo non serve più nascondersi, perché, come in guerra, “non serve a fuggire”. La soluzione c’è, è a portata di mano: “Puoi venire con me, se vuoi solo con me”.
Il racconto del cambiamento di prospettiva e di atteggiamento, di maggiore accettazione e la voglia di legame è accompagnato da un pop elettronico sincopato, glitchato all’inizio e interrotto al centro. Una confusione che diventa suono senza diventare cacofonica, in un nuovo e ultimo capitolo di Umore (Umore #3).

(Lorenzo Ottanelli)

Luca Re: 8

 

Per non pensarci più

Questo nuovo Motta ha sonorità forti, con bassi potenti, chitarre e batterie che hanno voglia di fare a pugni con la voce del cantautore toscano, più incazzata che mai. Di questo nuovo progetto, che darà forma a un album dal titolo “La musica è finita”, come il suo penultimo singolo, abbiamo già sentito tre tracce. Tutte caratterizzate da testi impegnati e quella voglia di non farsi incastrare dai soliti discorsi. Una musica che ha messo paletti contro la tendenza generale delle hit e dell’adolescenza, per farsi viva e adulta.
“Per non pensarci più” è voglia di “uscire dal mio modo di pensare” e ballare “sulla coerenza che mi ha ucciso”. Danzare sopra al mondo e così allontanare tutti i problemi. E così si arriva all’assurdo di cercare di non pensare e il pensiero di non pensare ci assale. E poi fregarsene, ma non sapere come fare, intanto ballare.
(Lorenzo Ottanelli)

Motta: 8,5

 

Senza Catene (Album)

Sette brani per spezzare quelle catene che incastrano tutti: dal genere musicale, all’identità di genere e la voglia di essere ciò che si vuole, senza etichette. Un fluido sbandierato a gran voce, che vuole essere strano, ma solo perché traduzione di queer. Catene spezzate e featuring con Big Mama che è ormai più che icona del mondo Lgbt.
Sound che si mischiano, con quella base che è reggaeton ma che non ha nessuna intenzione di fermarsi alla normalità. Cercare altro, anche nella voce, con Lavatrice che abbandona l’autotune e vola sulle sue note, in un palermitano che è accennato, senza voler nascondere le radici da cui proveniamo. Oppure in Cvore, ultimo brano dell’Ep, dalla voce iper-prodotta.
Vergo punta su temi manifesto di una comunità, che si può rispecchiare tra bpm che aumentano e queerness sempre più elevata, in un ambiente house in cui è bello muoversi senza giudicare.
(Lorenzo Ottanelli)

Vergo: 7,5

 

Blu Cobalto

“Blu Cobalto” è la sensazione di perdere una parte di sé, accettare tale condizione e risolverla in una malinconia esistenziale, da cui non si può fuggire, come nel caso di una farfalla che osserva da dietro un vetro. L’artista esprime i lati più reconditi dell’inconscio, quei lati incomprensibili e intricati, per cercare di leggersi dentro e ritrovare una parte di sé che aveva smesso di cercare. L’unica strada per affrontare la consapevolezza è la scrittura, rappresentata dalla figura dello Shinigami che si alimenta con l’inchiostro.

WOR, nome d’arte di Federica Suriano, è una giovane artista attiva dal 2020, che ha sempre scritto testi che riflettono le sue lotte interiori e non solo, e questo secondo singolo continua il suo percorso artistico verso l’uscita del suo primo EP.

WOR: 7

 

Ogni mai più Vol2 (Album)

Ogni Mai Più (Vol. 2) è il nuovo album di Brenneke. L’album è la seconda parte del percorso iniziato con Ogni Mai Più (Vol. 1).

Anticipato dal singolo Diventerò Di Destra, il nuovo album Ogni Mai Più (Vol. 2) è stato scritto in un’epoca, la nostra, in cui è in atto un moto di svalutazione di tante cose: delle promesse, delle informazioni, degli obbiettivi, delle capacità, dei percorsi, delle esperienze, delle emozioni, delle relazioni. Mentre vediamo il nostro universo ripiegato nella svalutazione di tutto ciò che ce lo rende famigliare, senza rendercene conto anche noi ci svalutiamo, somigliando sempre più a fantasmi. Ci trasformiamo in individui senza più convinzioni, solo ricordi. In questa naturale evoluzione della società dei consumi, i veri consumati siamo noi.

Brenneke: 7.5

 

Bravi Ragazzi

Un racconto complicato con il padre, che di riflesso rappresenta le incomprensioni che vivono i giovani d’oggi in continue lotta contro i giudizi dei genitori.
Una generazione di bamboccioni viziati o bravi ragazzi che hanno bisogno di tempo, risorse e speranza per sviluppare la propria indipendenza?
Molto spesso la nostra società tende a mettere etichette, anche di un certo peso, non concedendosi il lusso e il rispetto di valutare ogni situazione a seconda non solo del contesto, ma di mille variabili endogene ed esogene.
Magenta Flora scrive un pezzo crudo, violento e sofferto, percorso terapeutico necessario per fare i conti con il proprio passato e chiudere vecchie questioni irrisolte, semplici cicatrici di vita da non nascondere.
“Mi sembra di essere vivo, ma ho paura di sbagliare”

(Nicoló Granone)

Magenta Flora: 8,5

 

Verità

Un brano energico e travolgente che dice nient’altro che la verità. La verità oltre le cose, oltre le opportunità, oltre il successo. Dopo il tour estivo e la data che li ha visti protagonisti del prestigioso Sziget Festival, i Palmaria tornano con una nuova canzone dal titolo Verità.

Nel singolo, scritto e prodotto dal duo con la collaborazione di Emanuele Triglia al basso e alla produzione, una voce morbida e suadente si muove su atmosfere soul prima di virare su sonorità disco. Il brano nasce infatti da un groove di basso, chitarra e batteria con un approccio che si ispira al sound degli anni ’70 e di grandi artisti come Otis Redding e James Brown, integrati con synth più moderni e sample vocali.

Palmaria: 7.5