New Indie Italia Music Week #167

“Spazio, ci vuole spazio, sai, per la stabilità dei nostri corpi. Riparati al fresco dei musei. Da lontano il minareto luccica nelle case popolari desideri millenari”

(Sesso e Architettura, Colapesce Dimartino)

Alla costante ricerca del nostro “centro” per imparare a stare in equilibrio con il mondo: la fisica applicata all’esistenza. Isolarsi non è sempre un gesto egocentrico, di disprezzo nei confronti di ciò che ci circonda. Per saper stare al mondo, bisogna saper vivere con padronanza nel mondo che vive dentro di te.

Uno dei modi migliori per farlo è indubbiamente attraverso la musica: un museo di ricordi tra passato, presente e futuro in cui lasciarsi andare per ricaricare le pile o per scaricarle del tutto!

Scopriamo insieme la selecta dei migliori progetti artistici “Indie Italia” della settimana, scelti e recensiti dalla redaz!

Stormi

Certe notti sembrano durare in eterno nel silenzio delle nostre coperte, abbiamo centinaia di pensieri in testa che non riusciamo a spegnere. Stormi che volano, attaccandoci come terribili uccelli di hitchcockiana memoria, pronti a nutrirsi di disperazione e preoccupazione.

Con questo brano scopriamo una versione cupa degli Eugenio In Via Di Gioia, atto di denuncia e pietà verso una generazione che deve barattare continuamente sogni e realtà per riuscire ad andare avanti.

Aspetterò arrivi un nuovo giorno, ma fino a quando saremo in grado di chiudere gli occhi davanti al futuro, avendo la speranza e di riuscire a dormire sonni tranquilli?

(Nicolò Granone)

Eugenio In Via Di Gioia: 7,5

 

Lux Eterna Beach (Album)

Quando ascolti Colapesce e Dimartino capisci che non sei di fronte alla solita musica e che un po’ quel cantautorato ti manca, che qualcuno fortunatamente c’è ancora. Non c’è niente di banale in questo album che dentro ha tutto quello che (non) ti aspetti. E se qualcosa stride non riesci a fare a meno di sorridere e perdonare, perché sei sicuro che è voluto. C’è un po’ di Battiato, c’è un po’ di Battisti e di Dalla, ma anche di Tenco. Insomma, c’è molto cantautorato, nelle melodie, nel ritmo, nella scelta degli strumenti, ma anche nei cori e nelle controvoci di “Sesso e architettura”.

Sarà che sembra di essere riduttivo, ma ci vorrebbero pagine e ascolti continui per capire a fondo “Lux Eterna Beach”. Anche le tracce apparentemente più banali hanno il loro significato, come il vero cantautorato vuole. E se “Ragazzo di destra” e “Splash” ci divertono, “Forse domani” ha un sound più intenso e complesso, che si fa accompagnare dalla voce di Joan Thiele. All’interno dell’album anche “I marinai” di Ivan Graziani, impreziosito da un ritornello scritto proprio dal duo. In fondo, quello di Colapesce e Dimartino è un sound che alcuni definirebbero vecchio, ma in cui ritrovi tanto di quello che vorresti che molti altri facessero. “Lux Eterna Beach” è, in realtà, continua sperimentazione e musica e poesia. Musica poetica in un finale strumentale emozionante.

(Lorenzo Ottanelli)

Colapesce, Dimartino: 9,5

 

Marechiaro

“Nasco ogni mattina”: è lo sforzo immane di apprezzare l’effimero abbagliante, mentre i tentacoli della vita e del tempo che scorre aspettano nell’ombra. Buio che ci avrà appena ci fermiamo a pensare un po’ di più. Non si tratta di superficialità, e infatti il ritornello, con parole di immediata presa e un beat elettronico efficace, entra prepotentemente in testa parlando del “vuoto dentro” e che il giorno in cui decidiamo di curarci lasciandoci illuminare dal mare chiaro “tanto finirà”. Ma nel frattempo, quanto ci ha avvolti e scaldati la luce. Quella gioia fugace, quel tasto pausa che ci permette di continuare a rinascere.

(Stefano Giannetti)

Flora: 8

 

Riposo

L’ultima parte di questo brano è un mantra che si ripete, una lezione di yoga. Racchiude l’essenza del presente in cui si cerca, si finge di non ascoltare il cuore che grida dando la colpa allo stress. Per tenere botta e non cadere verso un passato che culla sempre, che ci fa prede del senno di poi.
Simone lo sa, e alterna la dolcezza dei flashback allo stridio dell’oggi, fino al terapeutico (solo sui sintomi però) finale.

(Stefano Giannetti)

Simone Matteuzzi: 8,5

 

Toronto to Milano

Quanta distanza c’è tra Toronto a Milano? Un oceano, ma non solo, una distesa sconfinata di sentimenti da intrecciare. Frank Moyo, artista canadese di origini italiane, arriva dritto al cuore con il suo nuovo brano, tra liriche romantiche in italiano e inglese,  con il suo nuovo brano dal titolo “Toronto to Milano”.

La voce calda e intensa di Frank accompagna l’ascoltatore in un viaggio ad alta quota tra le emozioni di due anime vicine che si pensano da lontano.

Frank Moyo: 8

 

Super9

A volte succede così, pensiamo di essere veri, ma poi è solo un’emozione troppo forte che è un po’ quella situazione che ci prende quando siamo coinvolti. Alla fine, succede sempre che esplodiamo come Supernove, perché siamo come elementi radioattivi, ma veri, anche i colori ci mostrano la strada di casa.

Erika Lei riparte con un brano che è un riavvolgere il nastro emotivo, adornato di metafore. Accanto a un piano che è solo nel vuoto, poco disturbato, arriva la voce di Erika. Piano piano la produzione si riempie di elementi ritmati, fino a quando non esplode, nel ritornello, come le supernove che danno nome al singolo.

(Lorenzo Ottanelli)

Erika Lei: 7

 

Sentieri

Siamo il risultato di quella mossa fatta in fretta perché non c’era tempo. Ma forse il tempo non era mai abbastanza, se ci guardiamo indietro e ci poniamo domande su come sarebbe potuta andare se avessimo spostato una pedina diversa sulla scacchiera, magari a caccia di consensi che avrebbero spianato una strada più facile, a dispetto del sentiero più impervio che però ci ha definiti per ciò che siamo davvero.
L’r’n’b ritmato e dolce di Subconscio e Lauryyn invita a goderci il percorso che non finisce mai, fatto di impulsività, di cogliere l’attimo e di commettere errori, di continua formazione.

(Stefano Giannetti)

Subconscio feat Lauryyn: 8

 

Navigare (Album)

Perfettamente inserito all’interno del panorama musicale della sua generazione, Still Charles ci regala “Navigare”, il suo primo EP che ci fa ballare a ritmo delle nostre paranoie e dei nostri sogni, sempre con gli occhi lucidi. Non è mai semplice affrontare la vita, specialmente quando ci sono tempeste e uragani sempre dietro l’angolo, pronti a strapparci via le nostre speranze e i nostri amori, ma se impareremo a navigare, saremo in grado di affrontare tutto, ci basterà spiegare le vele.

“Ogni volta che mi guardo indietro e tu non sei con me” (“Disordine” feat. Alek) amori finiti, bruciati, confusi, che lasciano un segno indelebile dentro l’anima, per i quali siamo diventati bravissimi a fingere di stare bene, Still Charles sta “Sottosopra” navigando sopra una barca a vela, sperando di non naufragare per perdersi di nuovo dentro una persona che, alla fine, ci lascerà con gli “Occhi rossi” e le “Spalle al muro”.

(Margherita Ciandrini)

Still Charles: 8,5

 

La musica contemporanea mi butta giù

A distanza di 5 anni dal precedente “Secondo me” (2018), Mirkoeilcane torna sul panorama musicale con un nuovo lavoro di inediti prodotto da Daniele “Il Mafio” Tortora, già produttore di importanti artisti come Afterhours, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Diodato e molti altri.

“La musica contemporanea mi butta giù” è un disco di cantautorato ironico ed elegante, dodici tracce in grado di esaltare la scrittura di un artista che nel corso della sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti di spessore come il premio della critica “Mia Martini” e quello per il miglior testo “Sergio Bardotti” per il brano “Stiamo tutti bene”, presentato nella sezione Nuove Proposte del 68° Festival di Sanremo, a cui poi è seguita la Targa Tenco 2018 per la “Miglior canzone”.

Lontano dalle logiche del mercato discografico contemporaneo che vorrebbe la musica dipendente dai social e dai loro tempi d’attenzione ridotti, ogni canzone all’interno di questo album si prende il suo spazio per raccontare gli amori, le malinconie, i sogni e i turbamenti di una vita come tante.

Leggero ma mai superficiale, in questo nuovo lavoro Mirkoeilcane riassume gli ultimi anni della sua vita, unendo episodi prettamente autobiografici ad alcune sottili riflessioni sulla società e celebrando nel titolo la memoria di Franco Battiato, archetipo dell’artista fedele a se stesso e alla propria ricerca musicale.

Ad accompagnare il cantautore nel viaggio de “La musica contemporanea mi butta giù” ci sono due ospiti d’eccezione: Giobbe Covatta, sul brano “Secondo Giobbe”, un monologo tagliente, divertente e serio sulla religione e le sue incoerenze, e Daniele Silvestri, che oltre a prendere parte al featuring sul brano “Serie B” ha collaborato attivamente agli arrangiamenti e alla co-produzione del brano “In equilibrio”.

Mirkoeilcane: 7.5

 

sonounramooo

Angoscia, paura, ansia, questi sono i 3 sentimenti predominanti che ci assalgono durante l’ascolto di “sonounramooo” di Seggiani. Ci troviamo in un mondo di transizione, siamo un ramo nell’inverno e abbiamo perso la nostra linfa vitale, senza foglie, fiori o frutti, viviamo nell’attesa dell’arrivo della primavera per ritornare ad avere uno scopo nel mondo. Eppure resistiamo, resilienti, non ci spezziamo nonostante siamo spezzati dentro, andiamo avanti, siamo scalfiti dal freddo e dalle intemperie ma resistiamo, e questo sentimento di resistenza emerge prepotente nel brano attraverso la techno composta da synth, caos e voci ripetute e distorte. Alla fine, niente ci butta giù.

(Margherita Ciandrini)

Seggiani: 7

 

Dracme

Il primo di una serie di singoli, “Dracme” apre le danze per Marco Castello che ritorna con un brano dalle sonorità battistiane e dal retrogusto dance anni Settanta, che comunque ben si inseriscono nell’immaginario dell’artista siracusano.

“Quella storia delle stelle accese in fondo al mare. Se spuntasse adesso il drago. Fossi per mezz’ora un mago. Tra le onde nere riemergono mille lumini. Dracme antichissime con aretusa e delfini”

Con “Dracme”, Marco Castello ci offre una visione onirica, magica, mitologica in una Sicilia che fa da scenario perfetto alle riflessioni esistenziali.

“Con gli occhi sempre chiusi o sempre spalancati. Per non vedere niente o per cercare”.

Un fluire di statement destabilizzanti, impreziositi da un tappeto sonoro elegante e contaminato.

Una sorta di danza degli scheletri sui generis, come lui stesso la definisce: “Dracme” ci inizia ad un nuovo capitolo dell’artista che non vediamo di conoscere al più presto!

(Ilaria Rapa)

Marco Castello: 8,5

 

Welcome (Album)

“WELCOME” è un album scritto, arrangiato e registrato tra luglio e agosto di quest’anno. Nove brani, dove la musica è al centro di tutto: intro lunghissime, code infinite, strutture al servizio della canzone, ritornelli che si ripetono con la stessa parola fino allo sfinimento. Insomma tutto fatto con sentimento, in maniera assolutamente spontanea, fresca e viscerale. Anche la voce di MERIFIORE gioca tra i vari registri, dal soffiato al belting, e si esprime al naturale in tutti i passaggi, senza ritocchi, per restituire al disco quella crudezza e verità necessari.

I testi sono spessi, profondi, intensi, ma non mancano di quella vena ironica a cui ci ha sempre abituati. Sono espressione di una giovane donna consapevole, che oltre alla provocazione, non ha paura di esprimere anche la sua parte più fragile e poetica.

“Con ago e filo e con pazienza a tenere fermo e in piedi tutto ciò che crolla. Con te o senza te, a cucire gli strappi, aspettando che la felicità prima o poi ci tocchi…” è la dichiarazione d’intenti che troviamo in “Bellissimo”: vivere e resistere, abbracciando ciò che resta con gratitudine e riconoscendo la poesia nelle cose che ci circondano.

Merifiore: 7.5

 

Small Talk

Registrato tutto dal vivo, dove tutti suonavano insieme a tutti, “Small Talk”, il nuovo lavoro dei Leatherette, restituisce a pieno tutta la forza di voler rompere gli schemi del post-punk, genere che ha invece caratterizzato il loro album precedente. In “Small Talk” possiamo ascoltare dei brani leggermente più pop, ma che comunque non tradiscono mai le tendenze, il gusto e la sperimentazione della band bolognese. Ed ecco che così il disco unisce alla canonicità della struttura canzone la durezza dei suoni più punk, creando degli intrecci linguistici sempre nuovi e coinvolgenti.

(Ilaria Rapa)

Leatherette: 8,5

 

Storie Di Lacrime

Evasione, protesta e molto romanticismo. Ecco gli elementi che costituiscono le ” Storie Di Lacrime”, nuovo brano che vede il ritorno di Il Triangolo.

Per scoprire la poesia bisogna essere in grado di accettare il dolore, i colpi di scena improvvisi, soprattutto lasciare da parte ogni velleità razionale. Certe emozioni non si possono controllare, anzi sono impulsi da cogliere al volo. Scappare in America per andare alla ricerca di nuovi orizzonti, con la consapevolezza che ogni nostra scelta può essere non solo un atto politico, ma una piccola grande rivoluzione.

Agire è un modo per dimostrare la nostra esistenza, quindi cogliamo il momento per diventare protagonisti, senza rimanere a subire il mondo che ci circonda, alzando la voce solamente per protestare giusto un po’.

(Nicolò Granone)

Il Triangolo: 7

 

Flixbus Drama

Esistono tanti modi per viaggiare, senza dubbio girare l’Europa in Flixbus può essere conveniente economicamente e stancante a livello fisico. Figuriamo poi, a livello mentale, se la destinazione è un cuore a noi ostile, che chiede un chiarimento anche se spera di giustificare attraverso la distanza alcune incomprensioni.

Questa nuova traccia è presente, anche in versione live, nella Deluxe edition di Cupido Emo Spaziale, album con il quale abbiamo conosciuto il gruppo UFO BLU, amanti delle canzoni da lacrimuccia e sofferenza velata.

Un indie pop che sa anche scherzare con il dolore emotivo, la colonna sonora per un lungo trip dentro la malinconia più profonda.

(Nicolò Granone)

UFO BLU: 8:5