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Calcutta (a Bologna) è una regola | Il Racconto del Live

Di Simone Sebastiani

Tratto da una storia vera. Calcutta, ancora oggi, è una regola per tutti. Il suo concerto un’esperienza da vivere almeno una volta. 

Siamo stati al concerto di Calcuttaa casa sua”. La città che ormai lo ospita da anni: Bologna. Unipol Arena, neanche a dirlo, tutta esaurita. Ma non tutta fallita, perché lo show è riuscito alla perfezione. Più di un’ora e mezza di “orgasmo profondo” per tutti i fortunati con il tagliando in mano. Il timer lì in alto sul palco a segnare il tempo, come se questi quattro anni di assenza non fossero stati già lunghissimi. Edoardo si è preso la sua pausa, per ritornare più forte che mai. Senza abbandonare la sua essenza, il suo stile, il suo modo di essere. Neanche sul palco. “Grazie Bologna, ti voglio bene”, la dichiarazione d’amore sotto le Due Torri. “Chi è di Bologna? Chi viene da fuori e chi fuorisede?”, l’interessamento a mo’ di “gossip” verso il pubblico. Quel pubblico che lo ha amato e lo adora ancora oggi alla follia. Nel concerto, per sua ammissione, si parlerà anche poco, ma si canta tantissimo. Una sorte di karaoke allargato ad una folla di più di quindicimila persone. Che a volte si prendono la scena “sovrastando” l’artista che si gode quel momento, lasciando cantare tutti a squarciagola in ogni singolo brano. Dai più datati, a quelli di appena un mese fa, i “Calcuttiani” le sanno davvero tutte, dalla prima all’ultima. Un connubio fra cantante e pubblico semplicemente spettacolare.

E quando parte “Gaetano” proprio a Bologna, si raggiungono picchi di decibel altissimi. Lo sanno anche Cremonini e Valentino Rossi, accorsi a gustarsi lo spettacolo sugli spalti. Lo show fonde diversi stili. Per colori, musiche ed immagini. Abbagliante l’illuminatissimo led sullo sfondo. Originale quello in alto ad accompagnare il movimento delle canzoni. Il velo multicolor che in un paio di canzoni si frappone fra microfono  e fedelissimi. L’arrangiamento all’inizio di Oroscopo a rendere il tutto più vibrante. Stravagante mix fra ieri, oggi e domani. Calcutta, il nuovo Calcutta, ha reso il tutto proprio come desiderava. E si è regalato una notte magica. Divertendo e divertendosi. Andate, se potete.

Vi regalerete un sogno ad occhi aperti.

Nel frattempo, Bologna (con Calcutta) si conferma una regola. Difficile da decifrare razionalmente. Semplicemente da rispettare. Con Calcutta sembra di tornare indietro del tempo, agli anni più spensierati. “Relax” però. Perché è tutto vero, siamo nel presente. Calcutta è tornato. Cambiare tutto per non cambiare niente. E’ sempre lui. Fottutamente lui. Ora concedeteci soltanto “due minuti”. Torniamo a piangere. Grazie Edoardo D’Erme da Latina. Ti si vuole bene. 

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