New Indie Italia Music Week #197

“Hai gli occhi rossi come paprika. Di me ti fumi pure l’anima. Ne giro una dove capita. Me l’accendo per nascondere una lacrima”

Piogge tropicali e temperature infernali non basteranno per farci distogliere le sguardo dagli avvenimenti che giorno dopo giorno si susseguono intorno a noi. Eh no, non abbiamo gli occhi rossi come paprika per strane pratiche: stiamo somatizzando, stiamo reagendo, e un giorno non avremo più bisogno, forse, di fumarci l’anima per lenire le ferite.

Ma cosa c’è di meglio di una sessione di ascolto, in solitaria o in compagnia, di nuovi brani da scoprire?

Lasciamo un attimo da parte i fumi della coscienza e immergiamoci tra le note dei migliori nuovi brani della settimana, scelti e recensiti dalla redazione di Indie Italia Magazine!

Farò Più Rumore Del Ratatata

Gli Eugenio in via di gioia sono tornati questo venerdì con un nuovo singolo intitolato “Farò più rumore del ratatata”, brano scritto insieme a Willie Peyote. Nella scrittura del brano il gruppo si è chiesto come avrebbero dovuto porsi di fronte a ciò che accade nel nostro paese e nel mondo, infatti, sono arrivati a condividere ciò che sta succedendo e prendere una posizione.

Gli Eugenio in via di gioia hanno deciso di dar voce a Toomaj Salehi, rapper iraniano che è stato condannato a morte per “corruzione sulla terra” da parte di un tribunale rivoluzionario nell’aprile 2024. Il gruppo ha deciso di combattere insieme al rapper la sua battaglia e stargli a fianco durante questa guerra.

In questo caso il brano prende le distanze da ogni forma di violenza, va contro chi toglie la voce alle altre persone e si sostiene coloro che oggi l’hanno persa, arrivando a dedicare il brano a tutti coloro che si occupano di andare contro l’oppressione, la paura e l’indifferenza tutti i giorni. L’obiettivo di questo brano è proprio quello di far risuonare e far rumore all’interno del silenzio presente causato da censure, condanne e torture che non permettono alle persone di essere libere nell’esprimersi e le quali vengono messe a tacere con il silenzio.

(Andrei Lepadat)

Eugenio in via di gioia: 10

Ragazza del ‘99

Un ascolto che cattura e affascina per la sua profondità artistica quello di “Ragazza del ’99”, ovvero il nuovo singolo di Boetti. Un’opera questa che fa da ponte tra il suo ultimo album e il prossimo. Il brano si distingue per l’uso sofisticato di pianoforte, chitarra e fiati, creando un’atmosfera quasi operistica. La ripetizione del mantra “Lasciala andare” conferisce al pezzo un tono meditativo e sperimentale. Non manca l’attenzione alla cover che volutamente richiama l’estetica visiva dei lavori precedenti, collegando passato e futuro in un continuum musicale e identitario.
(Ilaria Rapa)

Boetti: 8,5

OGNI MAI PIÙ (Vol. 3) EP

“Ogni Mai Più (Vol. 3)” completa il percorso iniziato con i volumi 1 e 2, in cui Brenneke esplora i temi di identità e del tempo. I cinque brani contenuti nel nuovo EP affrontano la complessità del definire se stessi, con un suono che riflette la fusione dei piani temporali e degli ideali. Brenneke offre una meditazione musicale sul tempo, rappresentato come una fisarmonica di opposti, tra circolarità e unicità.
(Ilaria Rapa)

Brenneke:7,5

Megagalattico

Ciò che viene in mente ascoltando questo indie-pop dalla voce incantevole e assolutamente adatta, immedesimata nel mondo interiore che esplode e fa implodere una persona innamorata (e non solo nel caso di giovani come Creta), è l’assurdo modo in cui ogni battito di ciglia, ogni parola di colui/colei che ci piace, per noi è un meteorite che ci travolge. Un secondo solo con quella persona ci riempie il resto del giorno, anche quando poi restiamo soli. E ci chiediamo quanto di noi, dei nostri sguardi, delle nostre risate, rimane in lui/lei.
È un mondo nuovo, nostro, che soppianta quello vero. Un diverso piano dimensionale che strizza d’ansia e riempie di gioia. Megagalattico, appunto.
Forse è prerogativa dei ragazzi accogliere tutto questo turbinio di emozioni con benevolenza, al contrario di noi adulti che, spesso, ci sentiamo massacrati da queste incertezze. O entusiasti e spaventati di essere tornati adolescenti perché innamorati.
Molto probabilmente, apprezzare tutto il megagalattico che il presente dona, è segno di (forse inconsapevole?) maturità.

(Stefano Giannetti)

Creta: 7,5

Scale di Grigi

Spesso la vita ci si presenta come una scala di grigi, senza contorni ben definiti. Un percorso in cui ogni scelta ha infinite conseguenze, spesso ingiuste. Questo brano è un grido punk rock di protesta, una rivoluzione queer che mette in risalto le difficoltà interne ed esterne di accettare se stessi. Scale di grigi esprime frustrazione, rabbia e sentimento di rivalsa con l’obiettivo di parlare a chi vive la stessa condizione di chi canta e di risvegliare le coscienze di chi non ha mai provato la discriminazione sulla sua pelle.

Questo brano è il terzo di tre singoli e si inserisce in un progetto cantautoriale ben più ampio che unisce soul, funk e punk rock grazie alla penna di Andera, giovane cantautrice queer. I testi si sposano con arrangiamenti sempre diversi con l’obiettivo di rispecchiare le sensazioni e la tematica dei brani.

Andera: 7.5

L’ora d’oro

“Il tempo di un bacio che hai sprecato sopra il tuo bicchiere”.
L’estensione infinita di attimi va in concomitanza con l’eternità che Peter White ha cercato con l’ora d’oro. Rifacendosi alla canzone d’autore italiana d’altri tempi, ha creato un brano senza tempo. Senza tempo come le emozioni che descrive. Sembra di stare in un’epoca diversa, migliore. Leggera e dall’importanza immensamente pesante.
L’ora d’oro è un brano dalla purezza sfacciata, uno Show don’t tell che racconta molto più di quello che dice. Una storia semplice, dal passato, del presente e che si auspica di rivivere in futuro.
Un trascinante esercizio di stile. La coraggiosa sperimentazione ed evoluzione di un artista.

(Stefano Giannetti)

Peter White: 8

Le cose

Il dolore assordante della distanza, sussurrato. La base musicale pare accarezzare le corde vocali di Giulia, che coccolano chi ascolta.
La delicatezza malinconica di questo r’n’b ricercato ci fa figurare nella mente le immagini del testo. Di una persona che ha messo da parte tutto ciò che potrebbe salvarla, abbandonata a scandire il tempo che perde, ostinata a cercare salvezza nella speranza che la condanna. Dolcemente. Come le gocce di “pioggia che cade sul vetro”.
Una fase in cui tutto attorno scorre mentre dentro siamo fermi. Una fase che passerà, ma finché la si attraversa pare non finire mai.
Una preghiera, arresa, dolce, disperata.

(Stefano Giannetti)

Palmaria: 8

SURF

Anzj torna con un nuovo singolo: Surf. Un brano confezionato su un sound molto particolare, dove il tema pop è volutamente incasinato, con un rimando ben definito all’avant-garde pop, con qualche influsso di elettronica. Il brano è malinconico, sia nel sound che nel testo, con una forte introspezione. Un singolo che è anche una anti-hit estiva. Anzj continua nella sua volontà di portare qualcosa di diverso, di particolare, di originale ad un ascoltatore che troppo spesso è abituato alla comfort zone.

(Lorenzo Ottanelli)

Anzj: 7

Concordia – Ep

‘Concordia’ è il nuovo Ep di EDONiCO, 7 singoli con il timbro particolare del cantautore che porta un sound anni Settanta-Ottanta ben confezionato dai Granato. Concordia è il nome del paese di origine di EDONiCO, che decide così di voler raccontare la vita di provincia e le varie soggettività che incontra, i rapporti interpersonali, le vicende. Un racconto tra amore e odio per una provincia che rappresenta le origini, che ti dona tranquillità e che, in fondo, è anche un po’ prigione.

(Lorenzo Ottanelli)

EDONiCO: 7,5

Blu

Un sound acustico, una ballad indie, ma con i temi di sempre, che non lascia da parte l’appartenenza alla Città Eterna, al suo fiume. Un brano sulle emozioni contrastanti, tutto il contrario di un pezzo estivo, ma pur sempre necessario. Dove tutto è blu come “due Levi’s, come due occhi, giù giù giù come il mio morale quando non ci sei tu”.
CITRIESTE si fa accompagnare da Pretty Solero, del gruppo 126, e dal produttore G Ferrari, che confeziona un buon sound, per un singolo che è nostalgia, che è realtà, che è come la vita, amara.

(Lorenzo Ottanelli)

CITRIESTE, Pretty Solero, G Ferrari: 7,5

666

Gli Omini tornano con un singolo che li mette davanti allo specchio mentre cercano di capire di quale mondo fanno parte: “666” è una presa di coscienza a ritmo profondo rock che li caratterizza e che li definisce.
Almeno una volta nella vita, ci siamo fatti tutti delle domande sulla nostra vera identità, cosa ci fa sentire vivi, cosa ci provoca quella felicità che difficilmente sentiamo in altre situazioni, e ci troviamo in quel limbo che ci cantano gli Omini, in cui ci ripetiamo “non sai più chi sei” in loop, chiudendoci verso il mondo e non sentendoci a nostro agio in nessun posto.
Ma arriverà il momento della realizzazione, in cui prenderemo coscienza di noi, come gli Omini con la strada del rock, e riusciremo ad individuare il nostro vero cammino futuro, trovando anime affini alla nostra con cui andare avanti.
(Margherita Ciandrini)

Omini: 8,5

blurosso – Album

“Faccio incidenti se mi guardi tu”

L’EP di Valucre ha come scopo quello di guarire e guarirci, i sette brani che lo compongono attraversano il mondo musicale dell’artista e passano dal profondo indie pop all’R&B, fino ad arrivare a toccare i lidi della musica house, con “foglieverdi” iniziamo infatti a ballare con gli occhi chiusi all’ombra di un salice piangente.

“tasche” e “sole” iniziano piano, siamo nella parte blu del disco, quella dedicata al destino, ma è attraverso “foglieverdi” che raggiungiamo il rosso, l’azione, i sentimenti sono così forti che finiamo dentro una “voragine” di “mandarini”, mentre la nostra anima vaga e cerca inesorabilmente di trovare il tempo di capire cos’è diventata senza di sé.

A volte non chiediamo altro che la pace, la tranquillità, senza troppi pensieri che ci affollano la testa, ci serve solo un cucchiaio “di miele” per sopravvivere e possiamo arrivare a “mi riposo”, siamo stesi in un parco con il sole che ci accarezza il volto, siamo sereni e possiamo finalmente chiudere i pensieri.

(Margherita Ciandrini)

Valucre: 8,5

Heavy Metal

Heavy Metal è un brano di forte impatto, che si schianta nel caos, è uno tsunami improvviso che trascina via tutto.
A volte l’errore è parte del viaggio e siamo proiettati all’interno di sentimenti esplosivi, come se fossimo spettatori di un concerto Heavy Metal dove il protagonista è il frastuono. Qui nel brano invece a creare frastuono è proprio il cuore. “I nostri cuori suonano in libertà, sono bombe, sono Hiroshima.” È un’affermazione potente, il cuore si trasforma in uno strumento che emette note, ma queste note sono esplosioni atomiche che portano cambiamenti radicali.
La canzone si concentra sulle relazioni che come uragani distruggono tutto, a volte è proprio vero che l’amore può stravolgerci completamente.

(Benedetta Rubini)

Kaufman: 8,5

Non Siamo Broke

Non Siamo Broke: un manifesto sulla ricerca di sé stessi e sulla determinazione di non arrendersi mai. La canzone è una risposta per chi si considera finito e abbandona le proprie passioni.
È facile mollare quando manca la fiducia, in primis la fiducia in noi stessi, purtroppo una condizione sempre più presente nella nostra Generazione.
Shori ci sprona, vuole ispirare chi vuole lottare e vuole invitarci ad eliminare i dubbi e le incertezze. “Togli quei forse dal vocabolario, Togli quei forse, quante rincorse”. Togliamo anche noi i nostri forse, che sono catene che ci impediscono di agire con determinazione.

(Benedetta Rubini)

Shori: 8,5

Cocktail Benzina

Ci ritroviamo dentro la fine di una relazione, dove le sonorità pop accompagnano il testo che affronta la paura di stare soli.
Ci sentiamo smarriti e vuoti, soprattutto durante le notti insonni, infatti la notte descritta nel brano diventa il momento che fa più male, in cui emergono i ricordi e la solitudine.
Quanti si possono ritrovare nelle parole di Hogart? Praticamente quasi tutti nella loro vita hanno affrontato la fine di una relazione, che si trasforma in una vera lotta con noi stessi.
“All’interno una guerra, rispondo all’offesa ma cado per terra”. Da una parte rispondiamo alle offese, dall’altra cadiamo per terra sconfitti.
In realtà il brano vuole farci riflettere sulla possibilità di crescita e di rialzarsi anche nei momenti più difficili

(Benedetta Rubini)

Hogart: 8

DISAGIO

Pietro Falco, chitarrista, cantautore e scrittore di canzoni per altri artisti, questo venerdì ha pubblicato il suo nuovo singolo intitolato “Disagio. Il cantante affronta lo scontro che si crea quando una persona è completamente immersa nei ritmi frenetici che ci circondano nella nostra quotidianità, quando si arriva a vivere una vita di apparenza e non più con i propri ritmi personali.

“Ma dimmi come fai
A stare acceso quando tutto è spento
E dimmi dove vai
Quando la vita corre e tu sei lento
Fermati qua
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“Brinda alla vita che bene ti fa”
Sono seduto ma mi sento stanco

Con queste parole il cantante vuole esprimere quanto la pressione della società spinge le persone a cercare di apparire sempre al meglio all’interno di una società che non si preoccupa di dare spazio alla sensibilità e alle vulnerabilità che si hanno. Il singolo ha la capacità di sviscerare il concetto di una società frenetica, portando l’ascoltatore ad analizzare gli aspetti della propria vita che non sono davvero dettati da sé stesso in modo da riflettere sul rapporto con la propria vita personale.

(Andrei Lepadat)

Pietro Falco: 8

Gioia negli occhi

Davide Sellari, è un cantautore originario di Perugia classe ’78, che vive a Barcellona da diversi anni. Barcellona è stata fondamentale per l’artista, in quanto è proprio trasferendosi in quella città che il cantante ha iniziato a maturare l’idea di avviare la propria carriera come solista, sotto il nome di Olden. In seguito al suo singolo “Fidati di me” risalente al 19 aprile del 2024, il cantante è tornato con un nuovo singolo questo venerdì intitolato “Gioia negli occhi”. Il brano è un secondo estratto del nuovo album intitolato “La Fretta e la Pazienza”, il quale uscirà in autunno per Vrec, infatti, sul sito vrec.it è già possibile pre-ordinare il disco.

Il singolo racchiude al suo interno la sensazione di perdita, il tutto accompagnato da un crescendo musicale ed emotivo che invita l’ascoltatore a fermarsi e prendere consapevolezza del fatto che la felicità si aveva prima e la si ha anche ora, nonostante tutto ciò che può succedere all’interno delle proprie vite.

“Hai aspettato tanto tempo puoi tornare a risplendere
La paura è solo un muro nero da abbattere
Se vuoi sentire tutto e non cadere giù”

Un ascolto dolce e sincero, è così che definisco questa canzone: un brano composto da tanta sofferenza e smarrimento.

(Andrei Lepadat)

Olden: 8,5