BRAMA: CAPITOLO II “BREAKING NEWS A COLAZIONE”

SETTEMBRE, ANNO 2080

BREAKING NEWS A COLAZIONE

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Ore 07:30, Mattia strilla, digrigna i denti, sbatte i piedi per terra, non vuole andare a scuola. Eleonora, la madre, cerca di calmarlo, ma ha la testa altrove. Come lei, anche gli altri 15 miliardi di persone sulla Terra condividono lo stesso stato d’animo.  Ormai, le breaking news sono  più frequenti delle edizioni ordinarie dei telegiornali. Mamma Ele e papà Antonio, ascoltano attoniti la Notizia delle notizie: sono iniziate le trivellazioni degli ultimi pozzi di petrolio nel mondo nel cuore più recondito dell’Africa, questi garantirebbero un’efficienza di appena 10 anni.

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L’uomo, in un breve lasso di tempo, era riuscito a esaurire una risorsa formatasi attraverso un processo millenario. Questa volta tutti erano coscienti che quella notizia avrebbe cambiato gli stili di vita dell’intero pianeta. Gli sguardi che si scambiarono Antonio ed Eleonora nascondevano preoccupazione, rabbia, paura, angoscia verso il proprio futuro, verso l’avvenire del piccolo Mattia, verso l’intera umanità e contribuirono a rendere amara una dolce colazione di una grigia mattina di un Settembre. Era da due anni circa che caldo cocente e folate di vento freddo si alternavano a distanza di poche ore. Gli scenari elencati dal notiziario non lasciavano scampo a previsioni ottimistiche. I conduttori facevano ricorso a tecnicismi e a vocaboli astrusi, per evitare di stimolare il panico tra la Nazione. Si parla di energie rinnovabili, di riformulazione degli standard di vita comuni, di cambiamento; si parla di guerra.

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Mattia sembra avvertire la vulnerabilità negli occhi dei genitori, continua a strillare più che può. Esagera. Sa che otterrà quello che vuole. Ele e Antonio si stringono, sanno che dovranno rimanere uniti, ognuno avrà bisogno delle energie dell’altro. Accendono la Tv, secondo i rumors, il Ministro degli Esteri avrebbe letto un comunicato molto importante, anche se già tutti sapevano cosa stesse accadendo nel mondo, mancava solo l’ufficialità. L’imminente stato di guerra del mondo Occidentale contro i paesi del Medio ed Estremo Oriente, Giappone escluso, comprendeva i colossi dell’economia mondiale: Cina, India insieme ad altre Nazioni altrettanto pericolose in quanto detentrici della bomba atomica come Pakistan e Iran. Si era tentato vanamente di evitare lo scontro, tuttavia, qualsiasi tentativo di negoziazione era fallito e l’ufficialità del mancato ritrovamento di ulteriori giacimenti aveva aggravato la situazione. La Cina e l’India non sarebbero scese a patti, per loro era l’occasione per confermarsi una volta per tutte regine del pianeta e per liberarsi finalmente di accordi vincolanti e alleanze ipocrite imposte dal mondo Occidentale ai paesi Asiatici.

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Inoltre, il petrolio non era l’unica motivo di scontro. Dal 2060, in Cina si era instaurata la dittatura di Xiao Feng, fanatico del comunismo estremo, bramoso di potere ed inarrestabile. Xiao Feng aveva attratto dalla sua parte  i paesi poveri di tutto il mondo di Africa, Asia e America Latina, garantendo politiche mondiali incentrate sulla lotta alla piaga della malnutrizione attraverso l’insediamento di un modello governativo mondiale noto come Stato Collettivo. Un sistema di governo basato sulla disciplina, sulla meritocrazia, sulla collettivizzazione, sulla scienza, sulla tecnologia e sul rispetto di stili di vita studiati appositamente dal regime per garantire la pace e la fine delle ostilità nel mondo. La popolazione mondiale nel 2080 versava in  uno scenario macabro: l’Africa, ormai abbandonata a se stessa era divenuto focolaio di malattie altamente infettive poco conosciute, gli stati dell’America Latina erano in rivolta da ben 10 anni a causa del default di Argentina, Brasile e Messico indotto dalle politiche speculative degli Usa e dell’Occidente; i paesi Arabi avevano sviluppato regimi autoritari fondati sull’estremismo islamico e si erano rafforzati militarmente nell’ottica di una crociata al contrario verso il mondo cattolico.

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India e Cina avevano superato tutti grazie all’enorme progresso tecnologico e grazie alle alleanze strette con i paesi Africani e Sud Americani che esasperati si erano appellati alla Cina per favorire investimenti nei propri territori. Molti popoli vedevano nella guerra una possibilità di svolta e di soppressione di un sistema post-capitalistico ormai saturo, brutta copia di se stesso e vulnerabile.

Continua…

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