Kisho | Intervista Indie Italia Mag

Definirlo rapper sarebbe riduttivo. Alessio Giacobone, in arte Kisho, è produttore, cantante e polistrumentista. Nato a Roma, ha iniziato a suonare la chitarra e a scrivere all’età di 12 anni. Si è da subito cimentato con brani rap-metal, per poi spaziare nei generi musicali più disparati.

Dopo il successo del suo singolo Denovo, uscito nel 2018 e inserito nella colonna sonora della fiction di Raidue “La Porta Rossa 2”, il cantante è tornato con il suo nuovo brano dal titolo Tattoo. Una canzone intensa, che conferma le doti di scrittura di Kisho, accompagnata da un video, realizzato in appena una giornata da Mastema Agency Video.

Il progetto dell’artista romano è interessante. Kisho è un’artista poliedrico che sta affrontando un percorso musicale degno di nota. Con la sua musica riesce a raccontare le sue storie personali, in cui tutti noi possiamo immedesimarci. Grazie alle sue doti da produttore riesce a mixare nei suoi brani generi musicali molto diversi in modo armonioso e, a volte, anche audace.

 

INTERVISTANDO KISHO

Ciao Alessio. Come hai scelto il tuo nome d’arte, Kisho?

Ho scelto questo nome dopo aver capito che dentro ogni cosa c’è una battaglia invisibile. È solo guardando che inizi a farti domande, a scoprire e a capire. Don Chishotte faceva così, combatteva guerre tutte sue forse proprio come faccio io. La K invece viene dal nome dell’altra mia metà, così nasce Kisho.

Sei un’artista polistrumentista e un produttore. Come hai cominciato a fare musica?

Ho cominciato a fare musica a 13 anni con la chitarra, scrivendo le mie prime canzoni. Poi i gruppi rock, crossover, si suonava in scuole occupate, nei centri sociali  e in qualche locale di Roma. I gruppi si scioglievano spesso e per registrare ho imparato a suonare i fondamentali della batteria e prima ancora le percussioni con un gruppo Senegalese.

Ho sempre amato il blues e il jazz ed ho fatto parte di un coro Gospel sperimentale. Ora sto cercando di fondere tutte le mie esperienze in questo nuovo progetto musicale. Ho iniziato a registrare sul multitaccie a cassette per poi passare al Logic e Fl.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Come dicevo i miei fondamentali nascono dal Rock: Jimy Hendrix, Ray Charles, Deep Purple, Rage Against The Machine, Nirvana, Metallica… sarebbe un elenco infinito fidati.

Il rap in questi ultimi anni è tornato ad essere, in Italia, tra i generi più apprezzati e ascoltati. Tu come sei approdato al rap?

Amo tantissimo il rap e la trap per i suoi ritmi, la carica, le metriche, ma non mi definisco un rapper. La musica che sto producendo è influenzata da tutti questi generi, ma secondo me è molto più vicina al pop americano.

Il tuo nuovo singolo Tattoo è uscito il 7 marzo e sta andando benissimo, ha più di 75mila ascolti su Spotify. Com’è nato questo brano?

Come tutti i miei brani è istintivio, parla di esperienze reali, le mie. L’amore è al centro i tutto. Tattoo con ritornelli melodici, voci graffiate e cori, suona su un beat trap fuso con il Raggae e il Pop. Sono rimasto colpito dal numero degli ascolti proprio perché in Italia se sei difficile da etichettare non vieni considerato.
Per ora mi autoproduco, ma spero un giorno la musica possa cambiare la mia vita più di quanto lo abbia già fatto.

Il video di Tattoo ti vede come protagonista. Com’è nata l’idea del video e com’è stato realizzarlo?

Il video racconta quanto sia importante il contatto con la natura, la ricerca il viaggio, l’amore. Gli oggetti che si infrangono in mille pezzi che all’interno contengono polvere colorata esprimono quanto l’anima sia in ogni cosa. La scena dove mi tatuo veramente è stata girata con Katia Di Pietro, che si è occupata anche dell’outfit e della creazione degli accessori.

La realizzazione del video è stata affidata a Mastema Agency girato in un giorno, montato il giorno dopo e pubblicando quello successivo. È stata una vera sfida.

Parliamo di un altro tuo singolo, Denovo. È un brano che parla di cambiamento, ma anche di solitudine e bisogno di ricominciare. Che cosa rappresenta per te questo brano?

Denovo è stata la svolta per prendere coscienza delle mie potenzialità. Quando Rai 2 mi ha chiesto di inserire il mio brano in una serie di successo come la Porta Rossa 2,  dopo aver interpretato il ruolo di me stesso nella serie a fianco di grandissimo attori,  mi ha fatto capire che ero riuscito finalmente ad uscire dalla mia stanza.

Una canzone nata solo dalla necessità di un momento,  dove la solitudine e le difficoltà mi stavano schiacciando. Anche il video è bellissimo, girato da Mattia Di Tella. Semplice ed emozionante, è una passeggiata che esprime la vita e la morte in una sola traccia, un lavoro che abbiamo fatto insieme con passione. Denovo la definisco la mia prima pietra miliare.

In diversi tuoi testi si parla d’amore. È un tema che ti spinge a scrivere? Quali sono gli altri temi che hai a cuore?

Un tema ricorrente nei miei testi è il coraggio di sentirsi diversi, di essere fieri di quello che si è, di mettersi alla prova e di proiettarsi nel proprio futuro. Solo perché vediamo le cose in modo differente o diamo importanza a cose diverse, mentre tutto il mondo sembra guardare da un’altra parte, non bisogna mai mollare e credere sempre in quello che si vuole fare.

Progetti per il futuro? Hai in programma qualche data per quest’estate?

In esclusiva vi comunico il titolo del prossimo singolo prodotto con mio fratello MDM: My Lyn, che uscirà quest’estate. Sentirete un sound carico di emozioni. Sperò vi piacerà.

Ascolta Kisho nella playlist NUEWO di Indie Italia Mag

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