Ogni istante | Indie Tales

Crescendo si ha ancora tempo per i sentimenti?

Daniele stava pensando alla sua vita, mentre fuori l’estate stava andando via, in silenzio, lasciando dietro di se vento di cambiamento e qualche goccia di pioggia sull’asfalto.

Lui era disteso sul letto, ancora con il pigiama corto e un libro che voleva leggere, ma non riusciva. Nella sua testa non c’era spazio per  altre parole, figuriamoci per le storie complicate degli altri. Il suo mondo, all’apparenza perfetto, nascondeva un sacco d’incomprensioni, si sentiva pieno di confusione e sogni nel cassetto. Dentro di sé sapeva di aver aperto molte parentesi, cicatrici che si curano solamente con il tempo e relazioni già chiuse ancora prima d’iniziare.

Non c’era tempo, voglia per un nuovo dolore. Quel momento era passato. Da ragazzino l’amore per lui era baci, pianti e ancora baci e sempre pianti. Dopo la sua ultima relazione, con una ragazza più grande di lui, che voleva costruire un futuro smettendo, il prima possibile, di rimanere seduta lì, insieme, a immaginarlo soltanto. Daniele però aveva paura, o forse non era ancora pronto per accettare alcune condizioni, obblighi sociali come la messa alla domenica prima del pranzo dai parenti, le ferie comandate o scegliere il colore per la stanza sul retro.

La loro è stata una storia d’amore piena di fascino, sentita e vissuta da entrambe le parti. Lui però aveva la sensazione di vivere questa situazione con una certa superficialità, e più le cose diventavano inevitabilmente serie, aumentavano le litigate e diminuiva la voglia e l’istinto di pensare per due. All’improvviso si è spenta la candela della passione ed è rimasta solo la cenere sul tavolo, mentre il sole si era trasformato nella nuova luna.

Tutto era stato avvolto dalla noia, la magia non esisteva più e Daniele si sentiva come un mago, che dopo tanti trucchi non ha più voglia di riaprire la valigetta, vuole soltanto un lavoro d’ufficio, noioso e sempre uguale. I suoi occhi si stavano chiudendo sempre di più, per non vedere la realtà, ma fare finta di nulla, si sa, non è la soluzione migliore. Anche se non si guarda cosa succede, il mondo continua a girare e i giorni passano, inesorabili e senza sosta.

La ragazza dell’epoca, con un nome anonimo, uguale a tante altre e molto diffuso nel paese, era tornata a casa prima dal lavoro, e senza neanche mettersi a tavola per consumare la cena, il solito piatto di pasta, era uscita sbattendo la porta con rabbia e violenza. Daniele non si era neanche alzato dalla sedia, anzi, aveva continuato a mangiare, indisturbato, forse persino felice della solitudine che aveva appena scoperto.

Era una situazione statica, equilibrio giacchiato, rotto da lei, che non aveva più voglia di giocare ad un gioco dove era l’unica a dettare e cambiare le regole.

Daniele era inerme, zitto e silenzioso davanti al destino. Si sentiva svuotato da tutto. Inutile. Piccolo e senza direzione. Totalmente disperso in un nuovo universo sentimentale, lontano da ogni guida, senza punti di riferimento.

Non sentiva neanche il bisogno di rimettersi in gioco, di uscire al bar con gli amici giusto per bere un po’ di più fino al punto di ridere forte senza sapere il motivo. Apatico, senza stimoli. Tutto era grigio, sterile e senza colori.

Ogni istante era uguale all’altro, passato, presente, futuro. Che senso aveva alzarsi al mattino e tornare a letto alla sera?

Qualcuno da fuori potrebbe pensare che Daniele stesse vivendo solo una fase, quella della rottura di un legame all’apparenza indistruttibile almeno fino a quando non sono arrivate logiche incomprensibili se non si conoscono i linguaggi della coppia.

Lei ci aveva messo poco a rifarsi una vita, trovare un nuovo ragazzo, ricominciando così a prendere a morsi il suo cuore, ma Daniele niente.  Stava fermo e immobile ad aspettare, senza sapere neanche cosa sarebbe dovuto arrivare.

All’improvviso però un colpo di scena, un fulmine a ciel sereno ha illuminato il suo pianeta.

Una sera mentre tornava a casa ha incrociato Marta, che incazzata con il mondo, sudata dopo una giornata mega stressante, aveva solo voglia di far festa, ma si sarebbe accontentata anche di una semplice birretta in compagnia, per mandare giù la noia e rinfrescarsi la gola, dopo aver passato le ultime ore a lamentarsi di tutto con tutti.

E così, il povero Daniele,  richiamato all’attenzione dal saluto di quell’amica di cui neanche si ricordava neanche la voce, ha deciso di accettare l’invito, scegliendo all’ultimo di fare senza pensare, evitando di sforzarsi d’immaginare  cosa sarebbe successo nelle ore successive.

Riconoscersi dopo una certa età fa un certo effetto, si cerca prima di nascondere i propri limiti emotivi e poi s’indaga sulle sofferenze e le gioie dell’altro, bevendo un po’ di più e parlando senza scegliere un argomento specifico.

Daniele, senza saperlo, si stava godendo ogni istante di quell’aperitivo, mentre sulla pelle stava sentendo nuovi brividi.

RACCONTO LIBERAMENTE ISPIRATO AL BRANO “OGNI ISTANTE” DI BIAS