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Il valore dell’intimità con La musica di FORTE | Indie Talks

Di Filippo Micalizzi

L’intimità, in questi anni dominati dai social, rappresenta forse una delle cose più preziose che abbiamo, e quando artisti come La musica di FORTE decidono di renderci partecipi della propria, la cosa migliore da fare è quella di godersela senza tralasciarne il minimo particolare. 

ENI”, il suo ultimo disco, ci trasporta in una dimensione intima fatta di piccole cose e gesti quotidiani, in cui  possiamo ritrovare, attraverso la musica a volte delicata a volte prorompente, la miriade di sentimenti di cui è composta la vita d’ognuno di noi.

In questo nuovo Indie Talks del valore dell’intimità ne abbiamo parlato direttamente con lui.

LA MUSICA DI FORTE X INDIE TALKS

“ENI” è un disco molto intimo, mi vengono in mente i vocali che aprono i brani in cui condividi momenti della tua vita, in particolare in “Tutta l’acqua per gli alberi” brano d’apertura del disco che ha a che fare con il titolo. È stata una scelta semplice quella di inserire questi momenti o ci hai pensato su prima?

È stata una scelta abbastanza semplice e spontanea. In fondo fanno parte della mia vita come tutto quello che scrivo quindi li vedevo molto attinenti.

L’intimità la troviamo anche negli arrangiamenti, che avvolgono i brani rendendoli calorosi. Quali sono stati i tuoi ascolti e quanto ti hanno influenzato nella scrittura e nella composizione?

Gli ascolti ovviamente ti influenzano tantissimo, fondamentalmente credo siano sempre gli stessi, il cantautorato italiano e il britpop inglese.

In “Superpotere” ti metti a nudo elencando i tuoi difetti, accettando alla fine però di non poter cambiare quel che sei. Perché negli ultimi anni c’è questa fissazione di dover essere bravi in tutto e non potersi permettere di far schifo nemmeno in una cosa?

Secondo me la risposta in fondo la sappiamo tutti, a causa dei social ci ritroviamo costantemente a metterci a confronto con gli altri, questo ci fa sentire sempre non all’altezza o non abbastanza. Dovremmo iniziare a focalizzarci più su noi stessi, pensando meno a chi è più bello, buono o in gamba di noi.

I social hanno eliminato in qualche maniera il confine tra ciò che è pubblico e ciò che è privato. Gli stiamo dando troppo spazio?

È qualcosa di troppo grande ormai, sicuramente si, il problema non sono i social secondo me, ma l’utilizzo sbagliato ed estremo che ne fa molta gente.

Un’artista nelle sue canzoni racconta sempre se stesso, chi più chi meno. Come si riesce a capire cosa bisogna condividere e cosa invece bisogna tenere per sé?

Non lo capisci, le parole spesso vengono d’istinto, non hai molto potere su questa cosa e non puoi neanche trattenerti. Ovvio che ci sono dei limiti, ma non sei tu a doverteli imporre. 

Trasformare i momenti intimi più dolorosi in canzoni secondo te li esorcizza?

Sicuramente aiuta molto, tenere la testa occupata a creare qualcosa che a sua volta viene da qualcosa è un ottima medicina,

 

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