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Rudy Mosquito: “Certi momenti sono molto di più” | Intervista

Il tempo si misura in secondi, minuti, ore, giorni, mesi e anni ma è intervallo continuamente da diversi momenti, con alcuni che rimangono impressi per sempre nella memoria.

Rudy Mosquito descrive proprio questo senso di memoria, mescolando anche il tema del rimpianto rispetto alla gioventù e a quando da bambini si era più liberi e meno consapevoli.

Il cantautore usa la malinconia per riavvolgere il filo dei ricordo, arrivando a chiedersi cosa sarà dei giovani oggi, provando anche a mettersi nei loro panni, come se sentissi la necessità di rivivere di nuovo certe esperienze, sapendo già come affrontarle.

C’è anche un po’ di rammarico perché molto spesso capita di rincorrere il futuro, senza avere la pazienza d’aspettare il presente, e quando il passato ci supera diventa troppo tardi tornare indietro e cambiare le cose.

INTERVISTANDO RUDY MOSQUITO

Un momento è l’insieme di tempo e spazio, collegati grazie ai ricordi?

Un momento può essere qualsiasi cosa, sia positiva che negativa. L’importante è viverlo sempre appieno, ma la vera difficoltà è proprio questa. In questa canzone abbiamo cercato di ridare luce a quei momenti spensierati, specialmente di quando si era giovani e si pensava solamente a crescere, ignorando all’epoca che certe sensazioni ed esperienze le avremmo comprese davvero solamente più avanti.

Secondo te è più facile capire il passato o lasciarsi affascinare dal futuro?

Sono entrambe cose particolari. Spesso viaggiano di pari passo e spesso viaggiano agli opposti. Ma di solito tendo di più a lasciarmi affascinare dal futuro. Molte cose del mio passato sto cercando ancora di comprenderle.

Quando si diventa grandi?

Bella domanda, sto ancora cercando di capirlo

Credo tutto dipenda dal proprio percorso, ognuno in base alle proprie esperienze matura e cresce ma fondamentalmente qualcosina di concreto inizia a cambiare dopo il diploma, perlomeno per me è stato così. Ma sono un millenials sai com’è. Siamo i mezzani del nuovo millennio, coloro che hanno preso il meglio ed il peggio del passato, del presente e probabilmente anche del futuro

PH: Ufficio Stampa

Cosa ti manca di più di quando eri bambino?

Fondamentalmente l’innocenza e la spensieratezza, ma soprattutto la capacità di perdersi nelle piccole cose e di non soffermarsi troppo nelle negatività della vita.

Hai delle abitudini per rallentare la frenesia del quotidiano?

Una bella lettura, una passeggiata, una serie tv, passare del tempo con gli amici, un aperitivo e poi soprattutto scrivere e perdersi nella musica.

Le canzoni riescono a far vivere le storie non dette?

Ci riescono sempre, a volte quando non trovi il coraggio di dire qualcosa prova a cantarla dentro di te. I silenzi inoltre servono a capire intanto quando usarli e poi di conseguenza quando non usarli. Ma sono sempre fondamentali, anche semplicemente per ricordare e assaporare certi momenti, difficilmente puoi farlo mentre parli o urli.

Nonostante tutto è un inno alla speranza?

Certamente ma non solo, è un inno a non farsi sopraffare da chi in questa vita preferisce giudicare e tenere tutto sotto controllo piuttosto che lasciarsi andare e viverla. Ovviamente vale nei sentimenti ma vale anche in qualsiasi situazione o vicissitudine. Tutti prima o poi diremo in determinati momenti: nonostante tutto andrà bene, ci riuscirò, me ne frego, la penso così, non mollerò mai.

Nicolò Granone

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